Alberi in città: quali sono gli esemplari più indicati da piantare in un ambiente urbano?

Sono cruciali per la nostra vita e per l’architettura delle nostre città: catturano lo smog, ci fanno ombra e ci danno serenità. Ma quali sono gli alberi migliori da piantare nelle aree urbane?
Gianluca Cedolin 12 febbraio 2020

Poco tempo fa abbiamo parlato dell’importanza del verde urbano, che migliora il nostro ambiente e la nostra vita. Gli alberi sono elementi fondamentali per le nostre città, ma non sono tutti uguali tra loro, e alcuni sono più indicati per i nostri viali e i nostri parchi, e questo per vari motivi. In primis, certi alberi assorbono più anidride carbonica e altre sostanze inquinanti; e poi ci sono piante più facili da mantenere rispetto ad altre, o che si adattano meglio a certi ambienti e a certi climi. Abbiamo provato a fare un po’ di ordine, per vedere quali sono gli alberi migliori da piantare nella tua città.

Come scegliere gli alberi cittadini

Alberi anti-smog

La funzione primaria degli alberi, soprattutto in un momento storico caratterizzato da livelli di emissioni altissimi e dal cambiamento climatico, è quella di filtrare e ripulire l’aria dalla CO2 e da tutte le altre sostanze inquinanti. Secondo dei dati di Legambiente, gli alberi cittadini possono abbassare la temperatura tra i 2 e gli 8 gradi, e assorbire 150 chili di anidride carbonica l’anno. Tutte le piante svolgono questa funzione, ma in misura diversa.

Il progetto Gaia-Forestazione urbana, con cui il comune di Bologna vuole combattere il cambiamento climatico piantando alberi in città, ha individuato assieme al Cnr una lista di alberi con alta capacità di immagazzinare biossido di carbonio. Tra questi, ci sono per esempio l’acero riccio, un albero che cresce velocemente, raggiunge i 25 metri di altezza e può immagazzinare 3.800 chili di CO2 in vent’anni, e il bagolaro, che può assorbire 3.660 chili di anidride carbonica in vent’anni. Per sapere che forma hanno le foglie d'acero, basta che guardi la bandiera del Canada. Oppure la foto qui sotto!

Anche Coldiretti, nella sua classifica dei migliori alberi mangia-smog, ha messo al primo posto l’acero riccio: lo puoi riconoscere dal tronco dritto e slanciato e dalle grandi foglie, tra i 10 e i 15 centimetri, con una punta spesso ricurva. Altre due specie dalle grandi capacità di mitigazione dell’inquinamento sono la betulla verrucosa e il cerro, che raggiunge anche i 35 metri di altezza. Gli antichissimi ginkgo biloba (li avrai sentiti nominare a scuola, risalgono a 250 milioni di anni fa!), oltre ad assorbire molta CO2 (circa 2.800 chili in vent’anni), hanno un’alta capacità di schermare i gas, le polveri e l’afa.

Oltre a queste classifiche, ci sono degli strumenti per quantificare l’impatto positivo dei vari tipi di alberi, per scegliere quelli giusti da piantare: prova a consultare il database online i-Tree, realizzato dal servizio forestale degli Stati Uniti!

I sempreverdi

Quando si devono piantare degli alberi in una città, va tenuto conto però anche di altri aspetti. Uno di questi è la cura che richiedono, soprattutto per quanto riguarda la pulizia: se in autunno gli alberi perdono tante foglie, che si depositano sulle strade, sarà spesso necessario che la ditta cittadina intervenga per raccoglierle. Sotto questo aspetto, sono meglio gli alberi sempreverdi, che mantengono per tutto l’anno il fogliame. Alberi sempreverdi diffusi alle nostre latitudini sono il pino marittimo (albero caratteristico a Roma), certi tipi di abete e, quello forse più presente, il cipresso. Appartengono alla famiglia delle conifere.

Le allergie

Un’altra variabile da tenere in conto è quella dei pollini e delle allergie, che potrebbero condizionare in negativo la vita dei cittadini: tra gli alberi che abbiamo citato finora, per esempio, la betulla e il cipresso sono specie molto allergeniche. Tra quelli invece che non dovrebbero creare problemi c’è l’acero riccio, ma anche piante da frutto come il ciliegio, il melo o il pero.

Le radici

E attenzione anche alle radici, perché ci sono alberi molto grandi le cui radici possono diventare con il passare degli anni molto invasive (i bagolari, le querce, i pioppi), mentre altri come aceri e frassini dovrebbero avere radici meno invasive. Nel primo caso, può succedere che queste danneggino strade o edifici: hai presente quando stai andando in bicicletta e ti trovi delle piccole montagnole di asfalto a bordo strada? Ecco, quelle spesso sono state create dalle radici. Ci sarebbero altre mille variabili: il clima della città, il terreno su cui vengono piantati gli alberi, la loro capacità di fare ombra, ma per adesso preferiamo non annoiarti con altri dettagli tecnici, per concentrarci su un altro aspetto, quello della bellezza.

Alberi ornamentali

Se sei abbastanza fortunato da aver visto i cipressi in fiore in Giappone (quelli nella foto qui sopra), o le maestose sequoie dei parchi americani, ma anche gli splendidi ulivi pugliesi (perlomeno prima della sciagura Xylella), sai che gli alberi possono diventare a volte delle vere e proprie opere d’arte. Chiariamoci, tutti gli alberi sono bellissimi e fondamentali per la nostra vita sulla terra, ma tralasciando per un secondo la loro funzionalità, ci sono delle specie che contribuiscono in particolare maniera ad abbellire una via, una piazza o un giardino pubblico.

Possiamo citare i tigli, dalle foglie ampie e dall’ottimo profumo durante la fioritura, che danno il nome allo storico viale dei Tigli di Berlino. Gli alberi fioriti sono quasi sempre uno spettacolo, va detto: pensa ai ciliegi, alle magnolie e ai loro fiori bianchi e rosa. Oppure, ma qui devi uscire dall’Italia per ammirarla, alla splendida jacaranda blu, che cresce nelle regioni tropicali e subtropicali. Questa, qui sotto, è una foto da Adelaide, in Australia.