Alimentazione in estate: un gelato può sostituire il pranzo?

Può dare l’idea di essere un sostituto fresco e leggero del pranzo, ma in realtà il gelato non ha le caratteristiche nutrizionali per poter essere considerato un pasto completo e bilanciato. Meglio evitarlo del tutto?
Dott.ssa Silvia Soligon Biologa nutrizionista
8 Agosto 2022 * ultima modifica il 09/08/2022

Un caldo torrido come quello di questa estate può facilmente far passare la voglia di mettersi ai fornelli, soprattutto all'ora di pranzo. Né incoraggia a organizzarsi per preparare il pasto da consumare sotto all'ombrellone o (peggio mi sento) da portare in ufficio. Aggiungiamo il desiderio di qualcosa di fresco e la decisione è presa: via libera al gelato! Ma sei sicuro che sostituire un pranzo completo con un cono o una coppetta sia una buona idea? Quali sono le conseguenze per la tua alimentazione?

Cosa c'è dentro a un gelato…

Per cercare una risposta a queste domande ti invito, prima di tutto, a guardare cosa c'è dentro a un gelato, concentrandoti sui macronutrienti (proteine, carboidrati, grassi). Di base, in una crema trovi le proteine e i grassi del latte (o della panna) e, se previste, delle uova, più zucchero. Le differenze tra gusto e gusto dipendono dagli ingredienti caratteristici di ciascuno. La frutta secca, per esempio, apporterà altri grassi e proteine. Se invece guardi in un gelato alla frutta tipo sorbetto, senza latte né panna, la percentuale di zuccheri salirà drasticamente. Ti faccio l'esempio di un sorbetto al limone in vaschetta: contiene solo tracce di grassi e meno dell'1% in peso di proteine, mentre è fatto per ben il 34,2% di zuccheri.

A proposito di vaschette, le caratteristiche nutrizionali di un gelato possono dipendere anche dal suo metodo di produzione. Senza voler entrare nella diatriba su quale gelato possa essere considerato tradizionale, non ci sono dubbi che non tutte le gelaterie lavorano solo materie prime fresche, senza fare uso di basi semilavorate. Purtroppo, in queste basi possono essere presenti additivi e aromi che vanno ad allungare la lista degli ingredienti aggiungendone qualcuno di cui potremmo (e magari vorremmo) fare a meno. La differenza sostanziale è però con il gelato confezionato, che ha diversi ingredienti “di base” in più, tra cui amidi e farine (quindi carboidrati) e grassi (in genere oli vegetali).

A parità di gusto scelto, la diversa ricetta “base” del gelato confezionato tende a renderlo più grasso a causa della presenza di grassi aggiuntivi rispetto a quelli di latte (o panna) e uova. Un tipico gelato al fior di latte in vaschetta apporta, ogni 100 grammi, ben 13,7 grammi di grassi (più di un cucchiaio di olio!) e solo 4,2 grammi di proteine. Ma a fare la parte del leone sono sempre gli zuccheri, con ben 20,7 grammi – circa un terzo della dose che un adulto medio non dovrebbe superare.

… e cosa c'è in un pasto completo

Ora sposta l'attenzione dalla lista degli ingredienti del tuo gelato alla composizione del pasto ideale. C'è un modo molto semplice ed efficace per rappresentarla: un piatto diviso in quattro parti, ciascuna da riempire con una classe di alimenti:

  • le prime due possono contenere verdura e, se la mangi ai pasti, un po' di frutta;
  • una parte è riservata a un alimento ricco di proteine, come il pesce;
  • nell'ultimo quarto c'è lo spazio per un alimento ricco di carboidrati, come il pane o la pasta.

Rispetto a una coppetta di gelato, il pasto ideale fornisce più proteine e più carboidrati complessi ed è meno ricco di zuccheri. Grazie alla verdura apporta anche una buona dose di fibre. Il risultato? Una composizione nutrizionale più bilanciata, un minor impatto sulla tua glicemia e un maggior senso di sazietà.

Gelato a pranzo: sì o no?

Scegliere un gelato come unica portata del tuo pranzo ha quindi delle conseguenze sulla tua alimentazione: il tuo pasto sarà meno equilibrato, gli zuccheri nel tuo sangue saliranno e scenderanno molto più rapidamente e il tuo senso di sazietà potrebbe risentirne. I picchi glicemici causati dall'assunzione di molti zuccheri facilmente assorbibili faranno aumentare fortemente anche i livelli di insulina e questo aumenterà i rischi per la salute del tuo apparato cardiovascolare e del tuo metabolismo.

Ciò significa che pranzare sistematicamente con un gelato non è la scelta migliore che tu possa fare. D'altra parte, puoi decidere di farlo una volta ogni tanto, ricordando che in un'alimentazione sana ed equilibrata i dolci trovano spazio 1-2 volte alla settimana e che, sì, un gelato ricco di zuccheri e grassi è nutrizionalmente più simile a un dolce che a un pasto completo. In quei giorni in cui decidi di mangiarlo al posto del pranzo, puoi cercare di evitare altre fonti di zuccheri semplici, come biscotti e torte. Non limitarti ai soli gusti alla frutta senza latte, fonti di grandi quantità di zuccheri povere sia di proteine sia di grassi. E, magari, anziché utilizzare il gelato come sostituto unico del pranzo, provare a mangiarlo dopo un'insalata o altre verdure: assumerai quella quota di fibre che non dovrebbe mai mancare dai tuoi pasti.

Laureata in Scienze Biologiche con un dottorato in Scienze Genetiche e Biomolecolari, ha lavorato nel campo della ricerca fino al 2009 altro…
Le informazioni fornite su www.ohga.it sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra un paziente e il proprio medico.