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15 Settembre 2020
15:00

Alla scoperta di Fano, città sostenibile e a misura di bambino. Adesso anche candidata a Capitale italiana della cultura 2022

Nella regione delle Marche, a Fano c'è grande fermento per la candidatura a capitale italiana della culura. Un interessante progetto all'insegna della sostenibilità e degli spazi a misura di bambino.

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Alla scoperta di Fano, città sostenibile e a misura di bambino. Adesso anche candidata a Capitale italiana della cultura 2022
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Su Ohga ti abbiamo parlato spesso di green city, di centri urbani all'insegna del rispetto dell'ambiente. Una di queste è la protagonista di quest'articolo, Fano, città di circa 60mila abitanti delle Marche che affaccia sull'Adriatico.

Capitale della cultura 2022

Se non la conosci, ne sentirai parlare presto perché si è candidata a Capitale Italiana della cultura per il 2022: questo significa che, se verrà scelta dal Ministero dei beni culturali, potrà farci conoscere, con iniziative ed eventi nazionali, le bellezze che la caratterizzano, attirando turisti da tutta Italia e non solo.

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Fano, candidata a Capitale italiana della cultura 2022

Una storia che inizia all'epoca dell'antica Roma: a Fano infatti ha vissuto, Vitruvio, lo scrittore e architetto latino che spiegò come andava costruita una città per garantire all'uomo salute e felicità. Partendo dall'insegnamento di quest'opera, il "De architectura", Fano si vuole proporre come un centro accogliente, sostenibile e a misura dell'intera famiglia.

Come ha spiegato il sindaco Massimo Seri, siamo in un momento in cui "le città dovranno dovranno ridisegnare gli spazi della socialità per ogni categoria di pubblico, assicurare al verde funzioni sempre più importanti nel tessuto urbano e vedere la città e la campagna come parti di un’unica realtà al benessere dei cittadini". Per fare tutte queste cose, Fano vuole puntare sul riuso degli spazi.

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Fano dall’alto

Il riuso degli spazi

Hai presente tutte quelle costruzioni che rimangono abbandonate per anni? A Fano ad esempio nel 2000 fu chiusa la caserma militare Paolini e da allora è rimasta inutilizzata: uno spazio enorme che va ripopolato. Come? L'idea non è quella di trovare una sistemazione definitiva, ma di promuovere progetti temporanei, di 1 o 2 anni. La struttura infatti ospiterà eventi culturali, sedi per piccole start-up, alloggi per lavoratori e studenti fuori sede, spazi per associazioni e per artisti locali e potrà diventare anche un laboratorio di design in cui progettare arredi e infrastrutture.

Innovazione e tradizione

Non so se lo sai, ma Fano è famosa per ospitare il più antico Carnevale d'Italia, che risale al 1347: carri di cartapesta, con struttura in ferro, sfilano, ogni anno, per tre domeniche di seguito. E una volta finito l'evento? Dal 2022 un Museo del Carnevale ospiterà oggetti caratteristici come costumi e maschere e organizzerà mostre multimediali, partendo da racconti dei partecipanti alle sfilate, mentre un laboratorio creativo produrrà gadget, app e innovazioni sostenibili per migliorare i carri. Museo e laboratorio costituiranno la futura Fabbrica del Carnevale di Fano.

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Il carnevale di Fano

Un città a misura di bambino

Un altro punto che sarà sicuramente di tuo interesse è quello che vede Fano come città a misura di bambino, seguendo un progetto nato trent'anni fa ed esportato in diverse città italiane e straniere. Anche qui le proposte sono tante: corsi di formazione per educatori, famiglie e associazioni sui diritti, percorsi in ambito teatrale di collaborazione tra bambini e adulti, itinerari di accesso ai monumenti della città e una rete di nuovi percorsi ciclabili. A Fano la bicicletta è un mezzo di trasporto quotidiano, sia all'interno della città che per raggiungere territori confinanti.

Per i più piccoli sono stati pensati festival con artisti di strada, serate sotto le stelle, giochi, musica, spettacoli teatrali e incontri di lettura domenicali. Un calendario che si aprirà anche all'estero: Fano sarà la sede del Forum Europeo delle città delle bambine e dei bambini, un evento in cui si metteranno a confronto le soluzioni adottate per il mondo dell'infanzia da diverse città d'Europa.

Nato all’ombra del Vesuvio, ho sempre avuto la voglia di condividere con gli altri le mie scoperte, trovando ben presto nella scrittura la mia dimensione ideale. Alle scuole medie, la passione della mia professoressa di italiano e la visione di “Fortapasc” hanno trasmesso in me il “sacro fuoco” del giornalismo, dopo essermi dedicato soprattutto a racconti e poesie. Dalle redazioni scolastiche alle testate nazionali, ho alle spalle un percorso decennale di collaborazioni e tirocini tra Napoli, Roma e Milano in agenzie di stampa, periodici, giornali online, televisioni e web tv. Nel 2013 ho preso il tesserino di pubblicista e dal 2018 sono giornalista professionista. Intanto, spinto da un approccio metodico e razionale, mi dirigevo inizialmente verso studi di fisica e scienze dei materiali, per scegliere poi una formazione umanistica. Nel 2015 mi sono laureato in Filosofia proseguendo con un master in Giornalismo e una magistrale in Editoria e culture della comunicazione e della moda. Nei miei articoli racconto storie di impegno sociale e progetti di innovazione sostenibile: le scelte quotidiane di ciascuno, unite insieme, possono salvare il mondo. Credo che per stare bene con le altre persone, dovremmo essere innanzitutto in armonia con noi stessi. Le mie oasi di tranquillità? I parchi pieni di verde, le rive dei laghi e l’aria pulita delle zone di montagna. Mi piace esplorare mondi diversi dal mio: il volontariato mi ha insegnato a conoscere le esperienze di altre persone, la lettura a osservare la realtà attraverso le pagine di romanzi storici e fantasy, di saggi psicologici e manuali di comunicazione.