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13 Luglio 2020
17:00

Anche i delfini tenuti in cattività hanno il loro centro di riabilitazione: si trova a Bali

Nell'isola indonesiana, e precisamente nella baia di Banyuwedang, è attivo dallo scorso settembre il Bali Dolphin Sanctuary, dove i delfini possono imparare a readattarsi alle condizioni del mare, in uno spazio più ampio e monitorati dallo staff veterinario. Nella speranza che un giorno possano tornare nell'oceano.

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Anche i delfini tenuti in cattività hanno il loro centro di riabilitazione: si trova a Bali
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Nati per nuotare in acque sconfinate, ma invece costretti per anni in piscine piccolissime e poco profonde per intrattenere i turisti che vengono a visitare Bali. Nei resort della più conosciuta tra le isole dell'arcipelago indonesiano la vita dei delfini si può rivelare difficile e fonte di sofferenze.

E così l'organizzazione no-profit Dolphin Project, in collaborazione con alcuni enti locali come il Central Jakarta Forestry Department e il Jakarta Animal Aid Network, ha deciso di aprire nel settembre 2019 il primo centro di recupero al mondo dedicato ai cetacei che hanno vissuto un lungo periodo di cattività, il Bali Dolphin Sanctuary.

Siamo nella baia di Banyuwedang e qui gli animali hanno la possibilità di riabituarsi in qualche modo alla libertà, nuotando in spazi più ampi e profondi che presentano tutte le caratteristiche di un ecosistema marino più naturale, sotto la costante attenzione di un gruppo di veterinari (che poi valutano in base alle condizioni di salute, alle loro capacità di procurarsi cibo e interagire con gli altri delfini quando rilasciare nell'oceano i cetacei). Al momento il centro ospita tre esemplari: Rocky, Rambo e Johnny. Ma secondo le stime dell'ultimo rapporto realizzato dalla World Animal Protection, sono oltre tremila i delfini tenuti prigionieri in strutture legate all'industria dell'intrattenimento (il cui giro d'affari supera i 4,8 miliardi di euro all'anno).

Il punto è che un modello come quello del Bali Dolphin Sanctuary è perfettamente replicabile in altri luoghi del mondo, incluso il mar Mediterraneo. Tant'è che Ric O'Barry, fondatore del Dolphin Project, ha già fatto sapere che si sta lavorando per aprire il primo centro anche in Europa, a partire dall'Italia o dalla Grecia.

Laureato in lettere e giornalista professionista, sono nato e cresciuto a Milano. Fin da bambino ad accompagnarmi c’è (quasi) sempre stato un pianoforte. E da musicista la parola d’ordine non può che essere una: armonia. Con se stessi, con gli altri, con la natura. Sarà la giovane età, sarà che sono nato in una delle città più inquinate d’Italia, il rispetto per l’ambiente che ci circonda è diventata la stella polare che orienta le mie scelte, dalla spesa che privilegia il più possibile prodotti a filiera corta all’attenzione maniacale quando si fa la raccolta differenziata. Considero un’autentica vocazione poter condividere e trasmettere una filosofia di vita che abbia al centro la sostenibilità e la ricerca del benessere. Nel giornalismo ho trovato il mezzo ideale.