Annalisa Minetti torna in pista per vincere le Paralimpiadi di Tokyo 2020

Obiettivo Paralimpiadi di Tokyo 2020. Annalisa Minetti, atleta paralimpica, ha ripreso ad allenarsi con la sua guida Stefano Ciallella per la qualificazione. Una super donna che non ha mai considerato la disabilità come un limite: “Lo faccio soprattutto per trascinare tutte le persone con la disabilità nello sport, ricordando che la vita è una opportunità che non va mai sprecata”.
Gaia Cortese 18 agosto 2019

È tornata alle gare in silenzio, lavorando lontano dagli amati riflettori. La sua carriera sportiva, infatti, si è alternata di continuo con quella artistica, tant’è che abbiamo visto questa super donna partecipare al concorso di Miss Italia nel ‘97 (dove si è aggiudicata il settimo posto), vincere il Festival di Sanremo nel ‘98 con il brano “Senza te o con te” e recitare in un musical, in una sit-com e in un film.

Ma Annalisa Minetti è soprattutto un’atleta, 42 anni, non vedente, che non ha mai voluto che la propria disabilità la limitasse in qualche modo.

Sogno di vincere una medaglia alle Paralimpiadi di Tokyo 2020. So che posso farcela.

Annalisa Minetti

Da sempre amante dello sport, Annalisa ha iniziato a dedicarsi all’atletica leggera dal 2001, all’età di 25 anni. Nel 2010 ha stabilito tre record nazionali, nei 1500 metri e negli 800 metri sia outdoor che indoor. Dopo aver centrato record su record tra gli 800 e i 1500 metri, dopo aver vinto il bronzo alle Paralimpiadi di Londra 2012 e i Mondiali di atletica leggera paralimpica di Lione nel 2013, tre anni fa Annalisa Minetti ha cercato di qualificarsi per le Olimpiadi di Rio de Janeiro, ma non ci è riuscita.

Annalisa Minetti e la sua guida Stefano Ciallella sul podio per il primo posto nella gara femminile degli 800 metri ai Mondiali di Lione nel 2013.

Ora Annalisa ha deciso di rimettersi le scarpe da corsa per arrivare alle Paralimpiadi di Tokyo 2020 e per centrare il suo obiettivo ha iniziato ad allenarsi con la sua guida Stefano Ciallella che con le Fiamme Azzurre punta ad aiutare l'atleta a qualificarsi per la gara.

"L'obiettivo è Tokyo, ma quello primario è diffondere la pratica dello sport come riabilitazione alla vita. Mi faccio carico di questo scopo per arrivare a tutti – ha spiegato Annalisa -. Non bisogna mai spettacolarizzare la disabilità. Se sei disabile e combatti, hai una vita dignitosa. Ci sono donne che in questo insegnano, come Martina Caironi, vero volto del paralimpico italiano".