Antibiotico resistenza: l’Oms ha pubblicato un manuale per insegnare a tutti come usare questi farmaci nel modo corretto

Si chiama “The Who AWaRe Antibiotic Book” ed è principalmente destinato a tutti gli operatori sanitari che prescrivono e dispensano antibiotici nell’assistenza sanitaria di base e in strutture ospedaliere.
Kevin Ben Alì Zinati 24 Gennaio 2023
* ultima modifica il 24/01/2023

“Il pericolo per la salute umana rappresentato dall’antibiotico-resistenza è molto più preoccupante del crac finanziario del 2008 aveva sentenziato Jim O'Neill, ex presidente di Goldman Sachs e attuale ministro inglese del commercio.

Secondo l'Aifa è uno dei più gravi pericoli alla salute pubblica che le istituzioni sono chiamate a fronteggiare mentre per il dottor Giuliano Rizzardini, direttore del reparto di Malattie Infettive 1 dell’ospedale Luigi Sacco di Milano, rappresenta la potenziale prossima pandemia che dovremmo affrontare.

La resistenza antimicrobica insomma è una delle minacce che dobbiamo imparare a riconoscere e a contrastare, e pure in fretta: se non cominciamo davvero a fare qualcosa – il classico prevenire anziché curare – i morti all’anno nel mondo legati a batteri sempre più resistenti potrebbero presto diventare decine di milioni.

Per questo l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dato alle stampe “The Who AWaRe Antibiotic Book”, ovvero un manuale per guidare medici e specialisti nella scelta degli antibiotici (dosaggio e trattamento) da utilizzare per trattare i patogeni batterici più probabili che causano infezioni negli adulti e nei bambini.

L’uso eccessivo e scorretto di questi farmaci, come ti abbiamo spiegato, determina un aumento della resistenza antimicrobica e di riflesso mina l’efficacia di questi stessi farmaci provocando ogni anno milioni di morti in tutto il mondo.

Quando parlo di uso scorretto di antibiotici mi riferisco a un loro utilizzo in circostanze non necessarie; alla scelta di un antibiotico a spettro inutilmente ampio o un errore nel dosaggio, nella durata o nella somministrazione.

E sì, spesso questi errori vengono commessi in casa da genitori o ciascuno di noi ma succede anche in ospedale, quando gli antibiotici sono nelle mani di medici e specialisti: ce l’aveva raccontato anche la dottoressa Elena Bozzola, pediatra e segretario nazionale della Sip.

L’obiettivo dell’AWaRe book dell’Oms è, infatti, quello di fornire una breve guida clinica sulla gestione delle infezioni comuni e una serie di raccomandazioni per un corretto trattamento antibiotico.

L’AWaRe book, la cui versione italiana è stata curata dall’Aifa, è infatti destinato a tutti gli operatori sanitari che prescrivono e dispensano antibiotici nell’assistenza sanitaria di base e in strutture ospedaliere.

Se te lo stai chiedendo, il nome del manuale è un gioco di parole costruito su tre parole inglesi: access, watch, reserve. Si tratta di tre classi (più una quarta, quella dei “non raccomandati”) in cui l’Oms ha classificato gli antibiotici che, insieme, formano la parola «Aware»: consapevole.

Gli antibiotici «Access», come recita il manuale, “hanno uno spettro di attività ristretto, basso costo, un buon profilo di sicurezza e un potenziale di resistenza generalmente basso. Sono dunque  raccomandati come opzioni di trattamento empirico di prima o seconda scelta per le infezioni comuni.

Alla categoria «Watch» appartengono gli antibiotici ad ampio spettro, generalmente più costosi e “raccomandati solo come opzioni di prima scelta per i pazienti con manifestazioni cliniche più gravi o per infezioni in cui è più probabile che i patogeni siano resistenti agli antibiotici Access, come le infezioni delle alte vie urinarie.

Gli antibiotici «Reserve» invece sono farmaci di ultima scelta e impiegati contro le infezioni multifarmaco-resistenti.

L’approccio Aware su cui punta l’Oms ha l’obiettivo di massimizzare l’efficacia clinica di questi farmaci cercando così di ridurre l’emergenza e la diffusione dell’antibiotico-resistenza. Senza dimenticare la riduzione al minimo della tossicità e i costi inutili per i pazienti oltreché per i sistemi sanitari: uno degli effetti a cascata di questa grave crisi sanitaria.

Fonte | Oms; Aifa

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