Arriva la tassa sulla sperimentazione animale: gli scienziati insorgono, gli animalisti approvano

Un decreto del ministero della Salute pubblicato sulla Gazzetta lo scorso 25 luglio introduce una tassazione sulle sperimentazioni animali. Così mentre Enpa vede la nuova tassa come un incentivo all’applicazione di metodi di ricerca cruelty free, gli scienziati la considerano un intralcio nel loro lavoro.
Gaia Cortese 7 agosto 2019

Arriva una tassa sulle sperimentazioni animali. lo scorso 25 luglio, infatti, in Gazzetta è stato pubblicato il decreto del ministero della Salute n.173 riguardante la “determinazione delle tariffe spettanti al ministero della Salute, ai fini del rilascio delle autorizzazioni relative alla protezione degli animali utilizzati a scopi scientifici”.

La nuova tassazione piace all’Enpa, che la ritiene “un incentivo allo sviluppo e all’applicazione di metodi di ricerca a crudeltà zero”, ma è contestata da numerose società scientifiche, che la considerano un "ulteriore aggravio economico e amministrativo allo svolgimento delle ricerche indipendenti" nel settore pubblico e chiedono al governo una moratoria nell'applicazione del decreto.

La protesta degli scienziati

Nello specifico sono state sei le Società scientifiche (Società italiana di farmacologia, tossicologia, Neurologia, Neuroscienze, Fisiologia, Immunologia Clinica e Allergologia) e il presidente dell'Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, Silvio Garattini, che hanno inviato una lettera ai ministeri della Salute, dell’Economia e dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, evidenziando il rischio che si corre con questo decreto: "non solo quello di immobilizzare o ritardare lo svolgimento delle ricerche finanziate, ma anche quello di mettere a rischio l’ottenimento di finanziamenti da parte di organismi erogatori”.

"In un contesto di riduzione progressiva dei finanziamenti pubblici alla ricerca che ha portato il nostro Paese a uno degli ultimi posti a livello Europeo – aggiungono le Società coinvolte – la richiesta di provvedere ad un pagamento anticipato per una prestazione ministeriale in ottemperamento ad un obbligo di Legge, viene percepita dai ricercatori come un ulteriore aggravio economico e amministrativo allo svolgimento delle loro ricerche indipendenti".

Enpa d'accordo con la tassa sugli esperimenti animali

Da parte sua, Enpa ha invece dichiarato: "La cosiddetta tassa sugli esperimenti animali può rappresentare un incentivo allo sviluppo e all'applicazione di metodi di ricerca a “crudeltà zero”. E, quindi, può agevolare il progresso della scienza medica proprio grazie allo sviluppo di tecnologie sempre più avanzate e sempre più efficaci perché testate direttamente sul modelli umani. Del resto è proprio di queste ore la notizia che l’Università della Pennsylvania ha realizzato un “un occhio artificiale”, che riproduce il funzionamento di quello umano e che potrà essere utilizzato anche per testare le terapie farmacologiche, risparmiando così gli animali".

Fonti | Ansa, Enpa