Il bonus in questione era stato introdotto grazie alla legge di Bilancio del 2019, ma solo da poco ha visto l'effettiva sua applicazione. Infatti il Ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica Pichetto Fratin ha, di recente, confermato che il portale per il Bonus Ambiente è stato attivato:
“Con l’avvio della piattaforma diamo forma a un’iniziativa di ampio respiro civile, che permette a tutti di contribuire alla cura della nostra casa comune”.
In cosa consiste il Bonus Ambiente 2023?
Nello specifico si tratta di un credito d'imposta per la pubblica amministrazione legato a interventi ambientali. Immagina alla cessione dei crediti di carbonio. Non è la stessa cosa, ma il suo funzionamento è molto simile. Si dona una somma per sostenere lavori di riqualificazione del verde pubblico e di contrasto del dissesto idrogeologico. Insomma una specie di sgravo fiscale.
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Le modalità di accesso al bonus ambiente sono indicate all'interno del DCPM del 10 dicembre 2021. Sul portale web, gestito dal Ministero della Transizione Ecologica (oggi dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica), si può individuare l’intervento da sostenere e prenotare il contributo.
Come funziona il bonus ambiente?
Il credito è riconosciuto nella misura del 65% della donazione effettuata, e spetta alle persone fisiche e agli enti non commerciali nel limite del 20% del reddito imponibile e ai soggetti titolari di reddito d’impresa nel limite del 10 per mille dei ricavi annui. Gli interventi finanziabili sono:
- bonifica ambientale, intesa come risanamento e riqualificazione di un’area contaminata da rifiuti o sostanze pericolose e dannose per la salute dell’uomo e per l’ambiente.
- rimozione dell’amianto dagli edifici, intesa come rimozione ossia eliminazione dei materiali contenenti amianto mediante asportazione, smaltimento e bonifica dell’area.
- prevenzione e risanamento del dissesto idrogeologico, intesa come contenimento o rimozione dei fattori che determinano il fenomeno di dissesto.
- realizzazione o ristrutturazione di parchi e aree verdi attrezzate, intesa come interventi di sviluppo e valorizzazione del verde urbano e peri-urbano.
- recupero di aree dismesse, intesa come riqualificazione e riutilizzo di un’area non più adoperata, attraverso la ristrutturazione o ricostruzione di manufatti esistenti o la rinaturalizzazione a fini agricoli, ricreativi, sociali.
Come richiedere il bonus ambiente
Entrando (qui) sul portale attivato, tutti possono individuare i singoli interventi, ma ai fini del riconoscimento del Bonus Ambiente, bisogna ricordare che le erogazioni liberali devono essere effettuate avvalendosi esclusivamente di uno dei seguenti sistemi di pagamento:
- Bonifico bancario
- Bollettino postale
- Assegni bancari e circolari
- Carte di credito, di debito e prepagate