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29 Aprile 2024
17:37

Borse frigo termiche create con gli scarti di cocco: un nuovo modo per contribuire alla lotta alla plastica

Nelle Filippine c'è un'azienda che recupera gli scarti di cocco per trasformali in fibre alla base di materiali isolanti naturali per la realizzazione di borse frigo. Potrebbe diventare un’alternativa naturale e biodegradabile capace di sostituisce il polistirolo di plastica.

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Borse frigo termiche create con gli scarti di cocco: un nuovo modo per contribuire alla lotta alla plastica
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In mezzo tra la lotta al fenomeno dell’inquinamento da plastica e un mondo un po’ più pulito, o forse un po’ meno contaminato, potrebbe esserci il cocco.

Hai capito bene: le bucce dei frutti di questa gigantesca pianta, tipica dei Paesi a clima caldo-temperato, potrebbero infatti diventare un’alternativa naturale e biodegradabile capace di sostituisce il polistirolo di plastica.

Un alleato insomma per ridurre l’utilizzo di questo dannosissimo materiale sempiterno e quindi il suo abbandono.

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Il condizionale oggi però non serve più perché nelle Filippine c’è già un’azienda che sta recuperando tutti gli scarti di cocco che riesce a trovare per trasformali in fibre alla base di materiali isolanti naturali per la realizzazione di borse frigo.

Sì, quei contenitori che aiutano a mantenere le tue bevande o i tuoi cibi freschi e gustosi anche in una calda giornata torrida in spiaggia.

Godendosi una giornata di sole e bagni nell’Oceano, cittadini e turisti possono possono sfruttare questi semplici ma non banali oggetti per ridurre il proprio impatto ambientale e, allo stesso tempo, contribuire a contrastare un fenomeno che ogni anno genera oltre 20 milioni di tonnellate di rifiuti dispersi tra laghi, fiumi e mari.

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Ciascuna borsa frigo, come ha raccontato la stessa azienda, viene realizzata con 37 gusci di noce di cocco e ogni guscio deriva dal riciclo di una cinquantina di bottiglie e contenitori di plastica.

Un processo virtuoso che mira a riutilizzare quasi 200mila scarti di cocco, altrimenti destinati all’incenerimento e a processi responsabili di ulteriori emissioni nocive per ambiente ed atmosfera.

La sottrazione e il riutilizzo delle bucce di cocco secondo le stime eviterebbe qualcosa come 92mila emissioni di CO2 ogni anno.

Giornalista fin dalla prima volta che ho dovuto rispondere alla domanda “Cosa vuoi fare da grande”. Sulla carta, sono pubblicista dal 2014, prima ho studiato Lettere a Milano e Comunicazione della Scienza alla Sissa di Trieste, in mezzo ho imparato a correre maratone.  Ho una sola regola, credere nel rispetto di me stesso, degli altri e dell'ambiente in cui ci ritroviamo. E cerco di farlo con il sorriso, sempre. Durante le mie giornate cerco di star dietro alla curiosità galoppante che mi porta a spulciare tra le pagine di scienza e a curiosare tra le novità al cinema, a scartabellare dati e a leggere pigne di libri. È un lavoro difficile ma divertente e soprattutto lungo. Perché si sa, in ognuno di noi c’è sempre una nuova frontiera da scoprire.