C’è un nuovo super enzima che può aiutarci a liberarci dalla plastica

Creato in laboratorio, accelera il processo di smaltimento di sei volte.
Gianluca Cedolin 23 Ottobre 2020

Nel mondo esiste troppa plastica: abbiamo parlato spesso dei problemi legati allo smaltimento, al riciclo, alla dispersione nell'ambiente e negli oceani e dell'eccessiva produzione di questo materiale che un tempo ha rivoluzionato le nostre vite, e ora le sta mettendo addirittura a rischio. Detto che la soluzione sarebbe quella di produrne sempre meno, e di riciclarne percentuali sempre maggiori, molti scienziati continuano a studiare soluzioni per eliminare la plastica in maniera sostenibile, e in questo senso i batteri e gli enzimi mangiaplastica sono una soluzione rivoluzionaria e potenzialmente decisiva. L'ultima scoperta arriva dalla britannica University of Portsmouth in collaborazione con il National renewable energy laboratory e altre istituzioni scientifiche statunitensi.

Si tratta, come si legge nello studio pubblicato dalla prestigiosa rivista scientifica Proceedings of the National academy of sciences (Pnas), di un superenzima sviluppato in laboratorio e capace di mangiare le bottiglie di plastica in tempi inferiori di sei volte rispetto al batterio dal quale deriva. Come ha ricostruito Wired, nel 2016 era stato trovato un batterio che si era adattato a mangiare la plastica, nel 2018 era stato prodotto un primo superenzima da due enzimi trovati in questo batterio, e oggi il nuovo superenzima sarebbe il next level, con un potenziale tra l'altro ancora inesplorato (potrebbe smaltire anche indumenti in tessuto misto, se combinato diversamente).

Tecnicamente, in un processo ottenuto in laboratorio partendo da un batterio presente in natura, alla PETasi (un enzima mangiaplastica) i ricercatori hanno combinato la MHETasi (un altro enzima con funzioni simili), accelerando nettamente il processo di smaltimento del materiale. La scoperta fa seguito a quella pubblicata da Nature lo scorso aprile, nella quale si parlava di un enzima capace, alla temperatura di 72 gradi, di degradare il 90% di una bottiglia di plastica in 10 ore. Sono tutte soluzioni importanti e rivoluzionarie, che non devono tuttavia spostare il focus dall'obiettivo primario: smettere di produrre e di utilizzare la plastica quando non serve.