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9 Aprile 2020
16:30

Scoperto l’enzima batterico che può accelerare il riciclo delle bottiglie di plastica

Un team di scienziati francesi ha analizzato più di 100 mila tipi di enzimi di origine batterica e ne ha individuato uno presente nel normale compost che, una volta perfezionato in laboratorio, è in grado di scomporre il Pet (il materiale plastico con cui sono realizzate le bottiglie) e di garantire un miglioramento in termini di velocità ed efficienza per quanto riguarda il processo di riciclo.

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Scoperto l’enzima batterico che può accelerare il riciclo delle bottiglie di plastica
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Un importante passo in avanti per sostenere la transizione verso un modello di economia più sostenibile. Ha infatti tutto il sapore di una svolta la scoperta fatta da un gruppo di ricercatori dell'Università di Tolosa, in Francia, che hanno pubblicato i risultati del loro studio sulla prestigiosa rivista scientifica Nature. Dopo aver analizzato oltre 100 mila microrganismi, gli esperti sono arrivati a individuare un enzima batterico, generalmente presente nel compost, che è in grado di dare risultati ottimali per quanto riguarda la scomposizione chimica del Pet.

Come ti abbiamo già spiegato in passato, il polietilene tereftalato (più conosciuto con la sigla Pet) è la resina termoplastica con cui vengono realizzate le comuni bottiglie di plastica. Dopo aver introdotto delle mutazioni in laboratorio per aumentare la sua capacità di disgregare il Pet in blocchi chimici e averlo reso stabile a 72 gradi centigradi (temperatura vicina a quella ideale per un rapido declino dei polimeri), i ricercatori hanno testato l'enzima per scomporre una tonnellata di bottiglie di plastica. In 10 ore circa il 90% si era degradato e poteva essere utilizzato per creare nuove bottiglie in Pet riciclato.

Certo, nel processo di riciclo, prima di far entrare in scena l'enzima, occorre ancora macinare e riscaldare le bottiglie di plastica. Per questo motivo il Pet riciclato risulta più costoso rispetto alla materia prima vergine. Ma a detta degli operatori del settore è solo una questione di tempo, visto che si stima che l'offerta di materiale riciclato sia destinata a crescere.

L'azienda biochimica Carbios, che ha in parte finanziato la ricerca, ha dichiarato che l'obiettivo è portare l'applicazione di questo enzima per il riciclo del Pet su scala industriale entro il 2025. La scienza sta facendo passi da gigante nella ricerca di metodi biologici per scomporre materiali plastici e favorirne così lo smaltimento e il riciclo. È di pochi giorni fa la notizia che un team di ricercatori tedeschi ha individuato un nuovo batterio in grado di distruggere il poliuretano. Ottimizzare il ciclo produttivo delle plastiche in un'ottica di economia circolare contribuisce a contenere i consumi energetici, a ridurre le emissioni di carbonio e a limitare la dipendenza dal petrolio. Il pianeta ringrazia.

Laureato in lettere e giornalista professionista, sono nato e cresciuto a Milano. Fin da bambino ad accompagnarmi c’è (quasi) sempre stato un pianoforte. E da musicista la parola d’ordine non può che essere una: armonia. Con se stessi, con gli altri, con la natura. Sarà la giovane età, sarà che sono nato in una delle città più inquinate d’Italia, il rispetto per l’ambiente che ci circonda è diventata la stella polare che orienta le mie scelte, dalla spesa che privilegia il più possibile prodotti a filiera corta all’attenzione maniacale quando si fa la raccolta differenziata. Considero un’autentica vocazione poter condividere e trasmettere una filosofia di vita che abbia al centro la sostenibilità e la ricerca del benessere. Nel giornalismo ho trovato il mezzo ideale.