Come usare la passiflora: tutte le proprietà benefiche della pianta del frutto della passione

La pianta del frutto della passione (anche conosciuto come maracuja) è al contempo una pianta in grado di calmare gli stati di nervosismo. Stiamo parlando della passiflora, originaria delle zone tropicali dell’America e riconoscibile per il suo bellissimo fiore dalle tonalità bianche, azzurre e porpora.
Gaia Cortese 30 luglio 2020

Originaria delle aree tropicali e subtropicali, la passiflora è una pianta ornamentale che si presenta con arbusti rampicanti simili a delle liane. La particolarità più suggestiva della pianta è il fiore, estremamente bello e di colore bianco, azzurro e porpora che nasconde innumerevoli proprietà benefiche. Il fiore fa la sua comparsa in estate, così come i suoi frutti, conosciuti come maracuya o frutti della passione, dalle proprietà rinfrescanti e dall’alto contenuto di vitamina C.

Il nome scientifico di questa pianta erbacea perenne è Passiflora incarnata. Si racconta che sia stata notata per la prima volta nel 1610 in Messico dal missionario agostiniano Emmanuel de Villegas. La pianta della passiflora, infatti, era coltivata già dagli Inca e dagli Aztechi a scopo alimentare ed era chiamata granadilla. Il missionario rimase talmente colpito dai fiori della passiflora che, tornando in Spagna, li mostrò al gesuita Giacomo Bosio che ne scrisse nel suo Trattato sulla crocifissione di Nostro Signore, chiamandolo per l’appunto “passione incarnata”. Fu poi il botanico Linneo che, citando la pianta con il nome passiflora incarnata nel suo trattato di botanica, le diede una riconosciuta autorevolezza.

Proprietà e benefici della passiflora

Il frutto della passiflora è commestibile, viene chiamato maracuja o frutto della passione.

Dall’effetto rilassante e lievemente sedativo, la passiflora è considerata con la melissa, la camomilla, il tiglio e la valeriana, un’erba ideale per combattere i disturbi del sonno: ha infatti un’azione calmante sul sistema nervoso, contribuisce a un sonno notturno rigenerante e privo di risvegli. Spesso viene indicata anche per problemi come la depressione, lo stress, l’irritabilità, le fobie e le nevrosi ossessive.

La passiflora è anche un antidolorifico naturale, utile ad alleviare le contratture muscolari e a contrastare i fastidi dovuti al ciclo mestruale o alla menopausa.

Questa pianta è anche molto utile per combattere l’azione dannosa dei radicali liberi: grazie al suo contenuto di principi attivi come la quercetina, la rutina e l’apigenina, la passiflora inibisce i vari enzimi che possono causare un’infiammazione.

Come si usa la passiflora

Se vuoi provare l’efficacia della passiflora, puoi acquistarne gli estratti secchi, la tintura o le compresse (da assumere a stomaco pieno) direttamente in erboristeria. Puoi preparare un infuso usando 10 grammi di foglie di passiflora per mezzo litro di acqua e prenderne circa tre cucchiai quando ti senti particolarmente agitato, oppure, se il problema è l’ansia, prova ad assumere due bicchierini al giorno di un preparato ottenuto con 3 grammi di foglie e fiori di passiflora ogni 1oo grammi di vino bianco secco. Questo vino curativo va tenuto in frigorifero e ovviamente non bisogna abusarne.

Controindicazioni

Come ogni erba naturale, anche la passiflora ha le sue controindicazioni. Innanzitutto questa pianta ha un effetto ossitocinico dovuto al suo contenuto di armaline: ciò potrebbe causare delle contrazioni uterine, motivo per cui la passiflora sarebbe sconsigliata alle donne in gravidanza. La passiflora poi potrebbe interferire con l’assunzione di farmaci contro l’ansia, potenziandone gli effetti collaterali. L’assunzione di passiflora è anche sconsigliata ai bambini sotto i 12 anni di età.

Altri effetti collaterali dell’assunzione di passiflora possono essere stati di confusione, capogiri, difficoltà nei movimenti, sonnolenza eccessiva, nausea e vomito, tachicardia e aritmie. Insomma, la raccomandazione è quella di assumere la passiflora sempre sotto consiglio del proprio medico di fiducia.