Cosa fare in caso di attacco d’ansia?

Nell’ultimo anno a causa delle conseguenze di pandemia e lockdown, gli attacchi di ansia sono più frequenti e anche a te potrebbe capitarne di avvertirne i sintomi o di trovarti accanto a una persona che ne viene colpita. Vediamo allora come la puoi aiutare.
Dott. Albert Kasongo Medico vaccinologo
30 Marzo 2021 * ultima modifica il 30/03/2021

La situazione sanitaria che stiamo vivendo ha generato un aumento dell’insorgenza di attacchi d’ansia nella popolazione. Rispetto all’attacco di panico, che è caratterizzato da paura e disagio profondi associati a tachicardia, sudorazioni, dolori addominali, senso di soffocamento, paura di impazzire o di morire, brividi, nausea, e formicolii e che raggiunge il suo picco in 10 minuti, l’attacco d’ansia presenta una sintomatologia più lieve e di durata inferiore.

Come riconoscerlo

Il primo passo da compiere è quello di imparare a riconoscere la condizione, vediamo come.

Cosa sta succedendo? In primis, dobbiamo cercare di capire e distinguere se ciò che sta accadendo possa rappresentare una condizione medica seria per cui rivolgersi ad un medico, oppure una condizione ansiosa che non mette in pericolo di vita.

Soprattutto se si tratta della prima volta che si presenta l’attacco d’ansia, il soggetto interessato tenderà ad alimentare la sensazione di angoscia su più fronti e apparirà molto agitato e con una frequenza respiratoria aumentata. Considerando il fatto che molti sintomi sono simili a quelli di un attacco di cuore, sarà opportuno osservare il comportamento del malcapitato.

A differenza dell’attacco cardiaco, in cui si ha un forte dolore al centro del torace che si irradia al braccio sinistro e che determina fiato corto e giramenti di testa e che conduce il soggetto ad accasciarsi e portarsi le mani sul torace poiché percepisce un senso di compressione, nell’attacco d’ansia la persona coinvolta appare agitata. Non è ferma, tende a muoversi continuamente perché è come se volesse fuggire da quella situazione, il fiato è accelerato e vi è paura.

Questi consigli non devono in alcun modo sostituirsi al parere del medico che valuta la situazione in quel determinato momento. Quindi, a meno che non si è già consapevoli che possa trattarsi di ansia, perché già successo in passato, bisogna sempre chiamare un medico e ascoltare i suoi consigli. Una volta fatta diagnosi di attacco d’ansia, come si procede?

Cosa fare

  1.  Se l’attacco d’ansia riguarda noi stessi: una cosa che aiuta molto è la respirazione, bisogna concentrarsi sul respiro, rilassare la muscolatura e ripetersi che va tutto bene. Una buona pratica è quella di tenere un diario delle emozioni ed avere distrazioni. Spesso ci si focalizza su un solo problema e si tende a far ruotare la propria esistenza attorno ad esso. Lo yoga è una pratica molto utile.
  2. Se l’attacco d’ansia riguarda una persona a noi vicina: come detto prima, bisogna incoraggiare il soggetto a controllare la respirazione, magari contando ad alta voce e invitandolo a respirare (2 secondi inspirazione e 2 secondi espirazione e via via aumentando fino a 4-5 secondi, finché non si normalizza). Se si è in un ambiente chiuso, invitarla, con calma, parlando in maniera rassicurante, a seguirci in un ambiente più arioso, se possibile all’aperto. Non si deve mai sminuire il problema, anzi bisogna provare a essere empatici e comprensivi. È anche sconsigliato fare pressioni o costringerla a fare ciò che si dice in modo troppo deciso. Non lasciarla da sola mai e aspettare insieme a lei che passi tutto.

In generale, sono condizioni delicate che vanno affrontate con calma e conoscenza. Può essere sicuramente d’aiuto condurre uno stile di vita sano, un’alimentazione corretta ed esercizio fisico regolare. Esistono inoltre varie tecniche di meditazione e rilassamento, come lo yoga ad esempio, che possono aiutarci a prevenire situazioni del genere. In caso di dubbi, contattare sempre il medico.

Laureato in Medicina e Chirurgia all’Università degli studi “Aldo Moro” di Bari, ha maturato esperienza in numerosi ambiti collaborando con diverse altro…
Le informazioni fornite su www.ohga.it sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra un paziente e il proprio medico.