Da oggi l’olio extravergine d’oliva può essere chiamato “farmaco”

Vittima per anni di bollini allarmistici che ne sconsigliavano il consumo perché ricco di grassi, ora l’olio viene riabilitato. Non solo, ma quando contiene il 70% di acido oleico è addirittura indicato per proteggere l’apparato cardiocircolatorio. Il made in Italy tira un sospiro di sollievo.
Giulia Dallagiovanna 26 novembre 2018

Quando vuoi cucinare una torta light, il più delle volte sostituirai il burro con un po' d'olio extravergine d'oliva. Questo perché contiene meno grassi ed è più salutare del derivato animale. Già da qualche tempo, poi, gli esperti ne consigliavano un cucchiaino al giorno, a crudo, per proteggere il cuore.

Eppure, una volta imbottigliato, il succo delle olive veniva marchiato con bollini neri e semafori rossi: rimaneva un alimento troppo grasso e perciò era meglio non abusarne. Ora, la Food and Drug Administration (l'agenzia alimentare degli Stati Uniti) non solo lo riabilita, ma ne conferma le potenzialità per la tua salute: l'olio è, a tutti gli affetti, un alimento farmaco.

La prima a darne il lieto annuncio è stata Coldiretti, preoccupata dalle tasse che alcuni Paesi delle Nazioni Uniti avevano imposto su prodotti giudicati dannosi per la salute perché troppo grassi. Dazi che colpivano l'Italia in quando seconda produttrice di olio d'oliva, dopo la Spagna.

Quando contiene il 70% di acido oleico, fa bene alla circolazione e al cuore

L'inversione di tendenza è totale: non sono dovrebbero sparire i marchi allarmistici, ma sulle bottiglie contenenti almeno il 70% di acido oleico potrà essere indicato che il consumo porta benefici alla circolazione e al cuore. E questo accade soprattutto quando lo si usa in sostituzione di una fonte di grasso saturo, come burro e olio di palma.

Ma come agisce di preciso l'olio extravergine d'oliva sul suo organismo? Per prima cosa, tenendo a bada i livelli di colesterolo nel sangue. Ti aiuta quindi a prevenire infarti e ictus, come dimostra anche uno studio pubblicato nel 2011 sulla rivista Neurology, della Società americana di neurologia. Il succo dell'oliva infatti è in grado di aumentare una proteina del sangue, l'ApoA-IV, che previene coagulazioni anomale delle piastrine, come hanno scoperto lo scorso settembre i ricercatori del Saint Michael’s Hospital di Toronto.

E se sposti per un attimo l'attenzione dal cuore al resto del corpo, vedrai che l'olio porta benefici anche a tutto l'organismo. Si tratta di infatti di un alimento anti-invecchiamento, ricco di vitamina E di altri antiossidanti che combattono la formazione di radicali liberi. Una volta iniziata la digestione, invece, riduce la secrezione di acidi gastrici e quindi il pericolo di ulcere.

Quello che sembra strano, dopo aver preso atto di tutte le sue proprietà, non è tanto che l'olio sia diventato alimento farmaco, ma che prima fosse vittima di pregiudizi e limitazioni alla vendita.