Dieta iposodica: più che una dieta, è uno stile di vita

Per ridurre il sale dalla tua dieta non basta controllare come condisci il tuo piatto di insalata. Vanno evitati anche i prodotti industriali ricchi di sale, e il modo migliore per farlo, è leggere l’etichetta nutrizionale. E non temete un’eventuale carenza di sodio! Quello che serve al tuo organismo si trova già nei minerali contenuti nella frutta e nella verdura che porti a tavola.
Gaia Cortese 4 settembre 2019
Con la collaborazione della Dott.ssa Silvia Soligon Biologa nutrizionista

Più che una dieta, è proprio uno stile di vita. La dieta iposodica è semplicemente una dieta povera di sodio. Oltre che attraverso il sale di cucina (cloruro di sodio) che abitualmente aggiungi ai tuoi piatti, infatti, l'assunzione di questo minerale può derivare da alcuni alimenti che ne sono particolarmente ricchi.

Due tipi di sale nella dieta

C’è poi un’ulteriore distinzione da fare. Esistono infatti un sale discrezionale e uno non discrezionale. Il primo indica l’abituale quantità di sale che aggiungi solitamente ai tuoi piatti; il secondo si riferisce a tutti gli alimenti che consumi che contengono sale a causa dei processi di preparazione o di conservazione a cui vengono sottoposti. Ecco perché se vuoi seguire una dieta iposodica, non basta limitare il sale nel condire per esempio la tua insalata, ma occorre ridurre il più possibile proprio alcuni tipi di alimenti, come per esempio gli insaccati e molti cibi industriali e preconfezionati.

Cosa devi eliminare

In una dieta iposodica andrebbero quindi evitati il più possibile i cibi precotti, quelli confezionati in latta come il tonno o la carne in gelatina (e anche i prodotti a base di pomodoro, apparentemente innocui), tutti gli insaccati, le carni e il pesce lavorati (salmone affumicato, würstel) e i formaggi stagionati come il pecorino o il gorgonzola. Meglio ridurre anche gli alimenti glucidici come pane, pizza dolci e prodotti da forno, spesso ricchi di sale. Infine, è bene ricordare che anche snack come patatine confezionate, frutta secca tostata e salata, acciughe, olive, sottaceti, crauti, salsa di soia, salsa Worchestershire e diversi altri condimenti in forma di salsa sono ricchi di sodio.

Cosa puoi mangiare

Tra gli alimenti permessi compaiono nell’elenco: le carni magre come il pollo, il tacchino, il cavallo e il vitello; i carboidrati integrali, il pesce (in particolare il pesce azzurro), il latte parzialmente scremato, lo yogurt e alcuni latticini e formaggi poco stagionati come la ricotta; gli oli di origine vegetale (olio extravergine di oliva, di soia, di noci, di lino), gli ortaggi di stagione (meglio se crudi).

Come disintossicarti dal sale

È possibile abituare a poco a poco il palato a mangiare meno salato? Sì. Il sale utilizzato comunemente in cucina è composto da cloruro di sodio, ma contiene anche altri minerali (in quantità molto ridotta). Nei sali iposodici reperibili in commercio, un altro sale, il cloruro di potassio, sostituisce la gran parte del cloruro di sodio. Proprio questi sali iposodici possono essere utilizzati nel primo periodo del tuo percorso di “disintossicazione”. Il prodotto in sé potrebbe risultarti meno appetibile rispetto al sale usato abitualmente (tende infatti all’amaro), ma, in assenza di eventuali controindicazioni, è il modo migliore per abituarti gradualmente a una dieta iposodica.

Il parere dell'esperto

Abbiamo sentito sull'argomento il parere della dottoressa Silvia Soligon, Biologa nutrizionista: "Anche nel caso della dieta iposodica, i principi da seguire, oltre alla riduzione del sale aggiunto alla preparazione dei cibi, sono quelli di un'alimentazione sana ed equilibrata. E anche in questo caso la Dieta Mediterranea può essere un ottimo modello: predilige il consumo di cereali integrali e di grassi salutari, è caratterizzata da un consumo limitato di carni trasformate e di dolci e ammette solo un consumo moderato di alcolici. In generale, è caratterizzata da parsimonia: nulla viene assunto in eccesso, a tutto beneficio della salute.

Quando si segue una dieta iposodica, è bene preferire alimenti freschi. Il modo migliore per evitare i prodotti industriali ricchi di sale è leggere l'etichetta nutrizionale. Le norme vigenti, infatti, obbligano i produttori a indicare la quantità di sale presente al loro interno: è l'ultimo valore riportato nell'etichetta.

Per insaporire i cibi è possibile affidarsi a spezie ed aromi. Chi lo ama può aggiungere ai suoi piatti il classico peperoncino, ma anche l'origano, il rosmarino e alcune spezie meno nostrane ma ormai diffuse anche sulle nostre tavole, come la curcuma, che aiutano ad aggiungere un tocco di gusto senza dover ricorrere al sale. E non si deve temere di incorrere nel rischio di una carenza di sodio: quello che serve al nostro organismo è fra i minerali che ci vengono forniti da frutta e verdura, di cui è consigliabile consumare almeno 5 porzioni al giorno”.