Dietro la deforestazione in Brasile c’è l’ombra dell’industria della carne: la nuova video-denuncia di Animal Equality

Il Brasile è primo esportatore mondiale di carne bovina, e una buona percentuale arriva in Europa e anche in Italia. Da tempo le associazioni ambientaliste denunciano come i principali responsabili degli incendi che devastano le foreste del Pantanal e la savana del Cerrado siano i produttori di carne, che in questo modo liberano i terreni per fare spazio a nuovi allevamenti.
Federico Turrisi 8 Settembre 2021

Per quale motivo non si arrestano gli incendi nell'Amazzonia brasiliana? Basterebbe una sola parola per rispondere: business. Sono i soldi il micidiale combustibile che dà origine agli incendi in Brasile e che sta distruggendo uno degli ecosistemi più preziosi al mondo. È ormai noto che molte aree della regione amazzonica sud-orientale sono state disboscate per fare spazio alle monoculture di soia (che viene poi utilizzata come mangime negli allevamenti intensivi di tutto il mondo).

Ma un ruolo importante nella deforestazione è giocato anche e soprattutto dall'industria della carne, come rivela il nuovo reportage pubblicato da Animal Equality. Il team investigativo dell'ong si è recato nello stato brasiliano del Mato Grosso per indagare sugli incendi nelle foreste del Pantanal e nella savana del Cerrado, mostrando come sia una pratica diffusa quella degli allevatori di appiccare il fuoco illegalmente per ricavare nuovi terreni da destinare ai pascoli per il bestiame. E il tutto avviene per lo più impunemente, con enormi danni per l'ambiente.

Alcuni numeri ci aiutano ad avere un quadro ancora più chiaro della situazione. Come sappiamo, il Brasile è il primo esportatore di carne bovina al mondo. Ebbene, Animal Equality riporta una stima per cui circa il 17% della carne bovina importata in Unione europea dal Brasile potrebbe essere legato alla deforestazione illegale. Secondo i calcoli di Etifor (spin-off dell’Università di Padova che offre servizi di consulenza, ricerca e formazione per la valorizzazione e la gestione sostenibile delle risorse forestali e naturali), l'Italia avrebbe indotto in media una deforestazione associata al consumo di carne compresa fra i 5.900 e gli 11.153 ettari all’anno.

Ecco perché Animal Equality ha lanciato un appello internazionale per chiedere all’Unione europea e al governo brasiliano di intervenire per fermare la deforestazione illegale dell’Amazzonia collegata al settore della produzione di carne bovina. Una delle richieste è quella di non ratificare l'accordo commerciale Ue-Mercosur, almeno fino a quando la comunità europea non avrà adottato un’opportuna legislazione che imponga ai prodotti importati standard specifici per il benessere degli animali e la sostenibilità ambientale.