E se “sparissero” pure le stelle? Ogni anno il cielo notturno si è schiarito del 10% a causa delle luci artificiali

Per gli scienziati del programma “Globe at Night”, le luci artificiali ci stanno impedendo di vedere le stelle più velocemente del previsto. E anche le moderne luci a LED, che sfuggono alle immagini dei satelliti, potrebbero essere responsabili del rapido aumento dello “skyglow”.
Martina Alfieri 24 Gennaio 2023

Di notte, visto da lontano, il nostro Pianeta è sempre più punteggiato di luci scintillanti. Uno spettacolo affascinante, ma non privo di conseguenze. L’inquinamento luminoso, infatti, secondo un recente studio, starebbe facendo scomparire a grande velocità un altro spettacolo – stavolta naturale: il cielo stellato.

Negli ultimi 12 anni, la “scomparsa” delle stelle sarebbe cresciuta a un ritmo inaspettato, ed è possibile che le moderne e più durature luci a LED abbiano una parte di responsabilità nell’aumento dello “skyglow”, il bagliore del cielo notturno.

Gli autori della ricerca pubblicata su Science, hanno considerato le osservazioni effettuate a occhio nudo tra il 2011 e il 2022 da oltre 51mila cittadini del mondo provenienti da oltre 19mila luoghi diversi, 3.700 dei quali in Europa e 9.500 in Nord America.

I dati, raccolti nell'ambito del programma Globe at Night, condotto dal NoirLab della National Science Foundation (Nsf) degli Stati Uniti, hanno permesso di capire che, in quel periodo, il cielo notturno si è rischiarato ogni anno dal 7 al 10% in più a causa delle luci artificiali, rendendoci impossibile vedere le stelle meno luminose: in 8 anni, la luminosità del cielo notturno è raddoppiata.

Le osservazioni a occhio nudo hanno consentito agli scienziati di valutare anche l’impatto delle luci a LED, che sfuggono invece alle immagini satellitari: “I satelliti sono in grado di misurare la luce emessa verso l'alto, ma non sono sensibili a tutte le lunghezze d'onda prodotte dall'illuminazione a LED o alla luce emessa in orizzontale”, si legge nello studio.

Se lo skyglow continuerà a crescere questo ritmo, un bambino nato oggi in una località in cui la notte sono visibili 250 stelle, quando avrà 18 anni riuscirà a vederne solamente 100.

Le stelle ci catturano con la loro bellezza, ma hanno anche da sempre un ruolo ecologico fondamentale per la vita delle persone e degli animali: “Esistono pochi studi controllati sul campo dell'impatto ecologico del bagliore del cielo, ma è stato dimostrato che influisce sulle piante, sugli animali e sulle loro interazioni – continua la ricerca – L'aumento dello skyglow ha influenzato la cultura umana, non solo limitando l'osservazione delle stelle e l'astronomia, ma anche modificando l'aspetto complessivo del cielo notturno”.

Di recente, è stato lanciato un altro allarme riguardante l’inquinamento luminoso: secondo la Royal Astronomical Society, questo fenomeno ha superato la soglia critica in oltre due terzi degli osservatori astronomici del mondo.