Gli scienziati che si incollano a terra per protestare in favore del clima: “Andremo avanti ad oltranza, devono ascoltarci”

Da mercoledì il movimento Scientist Rebellion sta manifestando per il clima nell’Autostadt di Wolfsburg: 9 scienziati si sono cosparsi mani e camice di colla e si sono incollati e terra. Tra loro c’è Lorenzo Masini, 26 anni e una laurea in Biotecnologia Vegetali all’Università di Torino, che ci ha raccontato quali sono le richieste dietro questo atto di disobbedienza civile.
Kevin Ben Alì Zinati 20 Ottobre 2022

Lorenzo è seduto a terra. Dietro, davanti, attorno a sé ha diverse auto, anche prestigiose perché si trova nel padiglione della Porsche all’Autostadt, un immenso parco dell’automobile a Wolfsburg e centro vendita della VolksWagen.

Lorenzo è seduto e non vuole alzarsi, anzi non può. Si è cosparso il camice e le mani di colla e insieme ad altri 8 colleghi è letteralmente appicciato a terra. Ventisei anni e in attesa di un dottorato dopo una laurea in Biotecnologia Vegetali all’Università di Torino, Lorenzo Masini sta manifestando per il clima con il movimento Scientist Rebellion.

“Vogliamo parlare con il CEO dell’azienda e vogliamo che pubblicamente sottoscriva ciò che chiediamo. Finché ciò non avverrà, noi da qui non ci muoviamo. Lorenzo ci ha raccontato che la protesta era iniziata già domenica e lunedì scorsi davanti all’hotel dove si è tenuto il Vertice Mondiale della Sanità, a Berlino.

Mercoledì, poi, dopo l’ora di pranzo lui e altri scienziati hanno attaccato paper scientifici alle pareti dell’autosalone, mentre all’esterno altri colleghi sversavano sangue finto, sventolavano striscioni contro il cambiamento climatico e intonavano canti di protesta, e po si sono incollati al pavimento del padiglione. “Per ora siamo in 9 seduti e mentre altri amici e colleghi ci supportano da fuori. Andremo avnti ad oltranza.

Scientist Rebellion è la costola di Extinction Rebellion, un ampio movimento di attivisti (che avevamo sentito per la rubrica "Che ambiente votiamo?") noto per le proprie azioni di protesta non-violenta per sesibilizzare l’opinione pubblica sull’urgenza dell’emergenza climatica.

Nato nel 2021 Scientist Rebellion ha un tratto più scientifico dal momento che sono proprio scienziati e ricercatori a compiere azioni di disobbedienza civile per spingere governi e imprese ad ascoltare la scienza e agire sulla base dei dati forniti dalla comunità scientifica.

Oggi il movimento fa parte di una colazione più ampia, chiamata «Unite Against Climate Failure», e composta a «Debt for Climate» e la sezione tedesca di «Ultima Generazione» («Letzte Generation»). Insieme hanno presentato una proposta ampia e articolata in tre sezioni.

La prima è di ordine scientifico. “Vogliamo che gli accademici di spicco, le autorità e le istituzioni ammettano che l’obiettivo di mantenere il riscaldamento globale sotto gli 1,5°C non è fattibile perché le politiche non si stanno muovendo in quella direzione” ha spiegato Lorenzo.

Da «Debt for Climate» arriva invece la spinta a porre l’attenzione sulla cancellazione del debito pubblico degli stati del sud del mondo versi i paesi più ricchi. “Questo debito impedisce loro di operare una vera transizione ecologica giusta ed equa poiché questi stati devono alle nazioni ricche più soldi di quello che è il loro Pil. È una forma di neocolonialismo”.

Infine, Scientist Rebellion e «Letzte Generation» stanno portando avanti anche una richiesta specifica per la Germania. “Vogliamo il ritorno al biglietto da 9 euro al mese per i trasporti pubblici per tutti come successo già quest’estate” ha continuato Lorenzo, spiegando che l’intento è quello di favorire la decarbonizzazione del settore del trasporto pubblico. “C’è un’altra cosa. Vogliamo l’inserimento del limite di velocità a 100km/h sulle autostrade tedesche che fino ad oggi non esiste. Molti studi dimostrano che una macchina consuma ed emette di più andando a 150 km/h piuttosto che per andare a 100”. 

Non è un caso, dunque, che i due movimenti abbiano scelto il padiglione all’Autostadt di Wolfsburg come luogo della manifestazione. VolksWagen, infatti, è notoriamente tra i primi produttori di auto a livello europeo e mondiale.

Lorenzo e i suoi colleghi, tra cui c’è anche Gianluca Grimalda, ricercatore all'Università di Kiel e scienziato «ribelle» di cui puoi vedere i tweet qui sotto, per ora resistono. Da quando hanno iniziato la protesta sono riusciti a parlare due volte con il direttore dello stabilimento, “è venuto a parlaci in modo amichevole offrendoci acqua e cibo e dicendo che voleva instaurare ius dialogo con noi” ma non è comunque abbastanza.

Vogliono il Ceo di VolksWagen, lì di fronte a loro. E finché non lo vedranno, non se ne andranno. Resisteranno. Nonostante, ci ha raccontato Lorenzo, l’atteggiamento di chi li sta «ospitando» pare un po’ cambiato: “Hanno mandato dei tecnici per disattivare le prese elettriche e hanno spento le luci e quindi è da ieri che siamo al buio. In più siamo senza riscaldamento e senza acqua. E ci hanno impedito di farci portare cibo da amici fuori. Ma noi resteremo comunque qui". 

Tutte le foto sono state fornite da Scientist Rebellion