Gli ultimi 7 anni sono stati i più caldi di sempre. Lo dice il Rapporto sul Clima 2021 dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale

Cresce la concentrazione di gas serra nell’atmosfera, così come il livello dei mari e l’acidificazione degli oceani. La conseguenza è l’aumento della temperatura globale, che porta a eventi climatici estremi come quelli registrati in India e Pakistan qualche settimana fa. A dirlo è il Rapporto sul Clima 2021, a cura dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale, che spiega come gli ultimi sette anni siano stati quelli con la temperatura media più alta di sempre.
Michele Mastandrea 18 Maggio 2022

Gli ultimi sette anni sono stati i più caldi mai registrati sul pianeta. La loro temperatura è stata di circa 1,1 gradi superiore a quella registrata in epoca pre-industriale, tra il 1850 e il 1900. A dirlo è il rapporto "Stato del Clima globale 2021", presentato questa mattina dal Wmo, l'Organizzazione Meteorologica Mondiale.

Il rapporto sottolinea inoltre come quattro dei sette principali indicatori chiave sullo stato del clima (concentrazione di gas serra, riscaldamento degli oceani, acidificazione degli oceani, aumento del livello del mare) abbiano raggiunto livelli record nell'anno appena trascorso.

Insomma, l'ennesima prova che l'attività umana degli ultimi 150 anni ha radicalmente trasformato le condizioni di vita sul pianeta, e che è necessario invertire al più presto la rotta. Anche per evitare che eventi estremi come il boom della temperatura in India e Pakistan o la siccità nel Corno d'Africa diventino una tragica normalità.

Dati in netto peggioramento

A influire in positivo sul clima del 2021 è stato "La Nina", fenomeno atmosferico che ha contribuito al raffreddamento della temperatura media del pianeta soprattutto all'inizio e alla fine dell'anno. Ma c'è poco da festeggiare: la tendenza complessiva è quella dell'aumento delle temperature.

A spingerla, spiega il rapporto del Wmo, è soprattutto l'aumento della concentrazione di gas serra nell'atmosfera. Ad aprile 2021, si sono raggiunte le 419,05 parti per milione (ppm) nel centro di rilevazione di Mona Loa (Hawaii), a fronte delle 416,45 ppm misurate nella stessa località ad aprile 2020. E ad aprile di quest'anno è stato registrato un altro aumento, a 420,23 ppm. Il riscaldamento globale ha portato sempre più allo scoppio di eventi climatici estremi, che hanno un duro impatto in termine di vite perse, di conseguenze per settori vitali come l'agricoltura, di spese necessarie per rimediare ai danni.

Per quanto riguarda l'innalzamento dei mari, nel periodo 2013-2021 la media è stata di 4,5 mm all'anno, più del doppio di quanto avvenuto nel periodo 1993-2002. Per Petteri Taalas, segretario del Wmo, va inoltre segnalato che "alcuni ghiacciai hanno raggiunto il punto di non ritorno, e questo avrà ripercussioni a lungo termine in un mondo in cui più di 2 miliardi di persone soffrono già di stress idrico".

Preoccupa anche l'acidificazione delle acque: gli oceani trattengono infatti circa il 23% della CO2 emessa dalle attività umane, scatenando una reazione chimica che porta ad abbassare il ph marino e a minacciare la sopravvivenza degli ecosistemi, che soffrono il cambiamento delle condizioni di vita. Il ph della superficie oceanica, secondo il Wmo, è il più basso da 26mila anni a questa parte.

Per l'Onu serve un'azione urgente

Duro il commento del Segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres. Per il politico portoghese, serve farla finita con "la triste litania dell'incapacità umana nell'affrontare lo sconvolgimento climatico". Serve dunque "un'azione urgente" per trasformare la nostra economia e abbandonare il "vicolo cieco" rappresentato dai combustibili fossili.

Numerose, secondo Guterres, sono le azioni necessarie al fine della transizione verso l'energia pulita e la decarbonizzazione. Tra queste, consentire un maggiore accesso alla tecnologia e alle forniture di energia rinnovabile, ma anche aumentare sensibilmente gli investimenti pubblici e privati nelle energie rinnovabili.

Infine, serve dare un netto taglio ai Sussidi Ambientalmente Dannosi, pari all'enorme cifra di "11 milioni di dollari al minuto". Per il segretario generale dell'Onu, "l'energia rinnovabile può essere il progetto di pace del 21mo secolo". Difficile dargli torto, soprattutto a partire dai dati di cui abbiamo appena parlato.