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5 Marzo 2020
17:00

Hai meno di 10 anni? Puoi andare a caccia gratis. L’idea insensata di alcuni safari in Africa

Un'inchiesta del tabloid britannico Daily Star mette in evidenza come in Africa venga concesso anche ai più piccoli di sparare agli animali selvatici attraverso pacchetti studiati appositamente per loro e per i genitori: dall'impagliatura gratis alla possibilità di essere affiancati da videomaker professionisti per immortalare le prime uccisioni.

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Hai meno di 10 anni? Puoi andare a caccia gratis. L’idea insensata di alcuni safari in Africa
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La caccia è una passione che solleva non pochi dubbi dal punto di vista etico e di certo sarai d'accordo che è poco adatta a dei bambini. Per questo è a dir poco inquietante la trovata che hanno avuto alcune aziende che gestiscono i safari nell'Africa meridionale per attirare nuovi clienti. Come emerge da un'indagine condotta dal tabloid britannico Daily Star, sono decine le battute di caccia organizzate ad hoc per grandi e piccini.

Vengono offerti addirittura pacchetti gratuiti per i bambini al di sotto dei 10 anni di età. Non solo. In altri safari c'è perfino la possibilità per i bambini di farsi riprendere da videomaker professionisti e di avere poi i filmati in alta definizione per rivedere la battuta di caccia. Altri  ancora offrono la tassidermia, ovvero l'impagliatura, gratuita, permettendo così ai piccoli cacciatori di esporre il loro trofeo di caccia magari nella cameretta da letto.

Le foto delle loro imprese finiscono immancabilmente sui social network. In una di queste, per esempio, troviamo un bambino mentre sorride in posa davanti a un’antilope appena uccisa con un fucile militare. Il tutto sotto gli occhi orgogliosi del padre. Già, perché ovviamente dietro a una oscenità del genere ci sono genitori irresponsabili che cercano in tutti i modi di trasmettere la loro passione ai figli. Ma la natura non è un parco giochi.

Laureato in lettere e giornalista professionista, sono nato e cresciuto a Milano. Fin da bambino ad accompagnarmi c’è (quasi) sempre stato un pianoforte. E da musicista la parola d’ordine non può che essere una: armonia. Con se stessi, con gli altri, con la natura. Sarà la giovane età, sarà che sono nato in una delle città più inquinate d’Italia, il rispetto per l’ambiente che ci circonda è diventata la stella polare che orienta le mie scelte, dalla spesa che privilegia il più possibile prodotti a filiera corta all’attenzione maniacale quando si fa la raccolta differenziata. Considero un’autentica vocazione poter condividere e trasmettere una filosofia di vita che abbia al centro la sostenibilità e la ricerca del benessere. Nel giornalismo ho trovato il mezzo ideale.