Il 2021 è stato il sesto anno più caldo mai registrato nella storia: un altro record negativo che ci avvicina alla soglia di non ritorno

Secondo le ultime analisi della Nasa, la temperatura nel 2021 è paragonabile a quella del 2018, la sesta più calda mai registrata: la Terra sarebbe stata di circa 1,1°C più calda rispetto alla media della fine del XIX secolo. Non solo: gli ultimi otto anni sono i più caldi da quando è iniziata la moderna registrazione delle variazione climatica, nel 1880.
Kevin Ben Alì Zinati 18 Gennaio 2022

Fa sempre più caldo, sulla Terra. Tanto, troppo. Al punto che ci stiamo velocemente avvicinando ai +1,5°C, la soglia indicata dagli accordi di Parigi e ribadita dal patto di Glasgow entro cui mantenere – a tutti i costi – la temperatura globale rispetto all’epoca preindustriale.

Se non ci dovessimo riuscire, le conseguenze legate all’impatto dei cambiamenti climatici sarebbero così devastanti da mettere in serio pericolo milioni di persone e il Pianeta stesso.

Gli ultimi dodici mesi però non ci fanno ben sperare. Secondo la NASA e la National Oceanic and Atmospheric Administration, nel 2021 la temperatura superficiale media globale della Terra è stata pari al 2018: niente affatto bene dal momento che è stata la sesta più calda mai registrata nella Storia.

Ulteriori analisi condotte dagli scienziati del Goddard Institute for Space Studies della NASA hanno rincarato la dose spiegando che l’anno scorso le temperature globali sono state di 0,85°C sopra la media del periodo di riferimento della NASA, ovvero quello compreso tra il 1951 e il 1980.

Se consideri poi che gli scienziati prendono univocamente l’inizio della rivoluzione industriale come soglia di confronto per la modellizzazione degli scenari climatici futuri, non ti piacerà sapere che l’anno scorso la Terra è stata di circa 1,1°C più calda rispetto alla media della fine del XIX secolo.

Sebbene si tratti di un dato leggermente migliore rispetto ai due anni precedenti resta sempre peggiore rispetto al periodo preindustriale e sarebbe l’ennesima conferma di come una rapida rivoluzione – in termini di abbattimento delle emissioni, spinta sulla decarbonizzazione e sulle rinnovabili – sia più che urgente.

Anche perché non siamo proprio sulla strada giusta. Secondo la Nasa, gli ultimi otto anni sono i più caldi da quando è iniziata la moderna registrazione delle variazione climatica, nel 1880.

“La scienza non lascia spazio a dubbi: il cambiamento climatico è la minaccia esistenziale del nostro tempo – ha spiegato l’amministratore della NASA Bill NelsonOtto dei primi 10 anni più caldi del nostro pianeta si sono verificati nell'ultimo decennio, un fatto indiscutibile che sottolinea la necessità di un'azione coraggiosa per salvaguardare il futuro del nostro Paese e dell'intera umanità”.

I continui aggiornamenti sull’aumento della temperatura globale indicano insomma agli scienziati che il pianeta si sta riscaldando e che la colpa è delle emissioni di anidride carbonica e altri gas serra causate dalle attività umane.

Come se non bastasse, sono sotto gli occhi di tutti le sue conseguenze: gli scioglimenti dei ghiacci marini artici, l’innalzamento dei livelli di mari e oceani, l’altissima frequenza di eventi climatici estremi come incendi, siccità, tsunami e alluvioni, i cui impatti colpiscono e distruggono abita di centinaia di specie animali e vegetali.

Insomma, di quante altre prove empiriche abbiamo bisogno per capire che dobbiamo agire, e subito?