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27 Febbraio 2019
11:00

Il caso della balena Jubarte trovata spiaggiata in un bosco del Brasile

È stata trovata tra le mangrovie della foresta amazzonica, a 15 metri dal mare, la carcassa di un esemplare cucciolo di balena Jubarte. Come sia arrivata così lontana dalla spiaggia ancora non è chiaro, anche se, riferiscono i volontari che l’hanno trovata, una spiegazione c’è. Ed è più semplice di quanto potresti immaginare.

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Il caso della balena Jubarte trovata spiaggiata in un bosco del Brasile
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Di notizie riguardanti ritrovamenti di balene spiaggiate ne sentiamo molto spesso. Uccisi dalla plastica, dall’uomo o deceduti per altre cause, non è raro che cetacei di qualunque specie, età e dimensione vengano reperiti sulle coste, trasportati dalle onde e abbandonati sul bagnasciuga anche in avanzato stato di decomposizione.

Qualche giorno fa, però, ha avuto luogo una curiosa variazione sul tema. A Soure, un Comune dell’isola di Marajò, in Brasile, nel nord dello Stato del Parà, è stata trovata morta una balena Jubarte lunga una decina di metri. La cosa incredibile è che il ritrovamento è avvenuto a una distanza di ben 15 metri dalla spiaggia, tra le magrovie della foresta amazzonica. E, inizialmente nessuno riusciva a spiegarsi come fosse successo.

Il cadavere, già in avanzato stato di decomposizione, è stato trovato dalla ong per la tutela ambientale della zona Bicho d’Agua, che al momento si sta occupando dell’autopsia. Gli esperti hanno riferito che si tratta di un esemplare giovane, un cucciolo di circa un anno, e che le sue dimensioni sono così imponenti perché la Jubarte è una delle specie di balena più grandi.

Sebbene nelle ore immediatamente successive al ritrovamento siano fioccate ipotesi sulla sua presenza nel bosco, l’associazione ha voluto dare una spiegazione per ridimensionare l’aura di leggenda che si stava spontaneamente creando attorno al “piccolo” cetaceo, spiegando che a causa delle mareggiate, molto frequenti nella zona, non è raro che le carcasse di animali marini rimangano bloccate tra le mangrovie. Nessun mistero, quindi. Solo natura.

Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco e imparato a riconoscere alcune piante velenose. Ho imparato la musica perché fa bene all’anima. Ho vissuto in due grandi città a cui mi sono abituata a volte più in fretta, altre volte meno, ma dove i miei posti preferiti erano sempre i parchi. Ho studiato giornalismo perché volevo che aiutare le persone a capire alcuni aspetti del mondo diventasse la mia professione. Credo che il rispetto della natura, dell’ambiente in cui ci muoviamo ogni giorno e delle persone che con noi lo abitano sia fondamentale per vivere bene, per noi stessi e per gli altri.