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8 Gennaio 2019
13:00

Il deserto del sale in Bolivia (Salar del Uyuni): è la più grande distesa di sale del pianeta

Un'enorme distesa di grandi esagoni di sale. L'orizzonte infinito e un'atmosfera quasi surreale. Il Salar del Uyuni, in Bolivia, è il deserto salato più esteso al mondo, rappresenta un terzo delle riserve di litio del pianeta e contiene dieci miliardi di tonnellate di sale.

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Il deserto del sale in Bolivia (Salar del Uyuni): è la più grande distesa di sale del pianeta
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Quando si parla di deserto, si pensa a una zona estesa non abitata, con una vegetazione praticamente assente e caratterizzata da precipitazioni molto scarse. L’immagine che arriva alla mente è quella di una grande distesa di sabbia, se va bene un accampamento di beduini, e sicuramente un clima eccessivamente caldo e opprimente. In verità esistono altri tipi di deserti sulla terra: deserti caldi tipici delle zone tropicali; deserti freddi caratterizzati da importanti escursioni termiche durante l’anno con temperature che oscillano tra i 30°C sottozero in inverno e i 40°C in estate; deserti polari, formati da enormi distese di ghiaccio e infine deserti che non si distinguono tanto per le temperature, ma per le caratteristiche del suolo.

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Un’insegna all’ingresso del deserto di sale di Bonneville Salt Flats, nello Utah, in America.

Sull’altopiano andino meridionale della Bolivia, per esempio, si trova il Salar del Uyuni, una grande distesa di sale, che copre una superficie grande quanto la regione dell’Abruzzo (10.000 km² circa). Il Salar del Uyuni non è l’unico deserto di sale al mondo: in America, nello Utah si trova lo spettacolare deserto di sale di Bonneville Salt Flats, Chott el Jerid è un deserto salato nel sud della Tunisia e Dasht-e Lut è una vasta fascia desertica ricoperta da uno strato uniforme di sale in Iran. Quello che è inconfutabile è che il Salar del Uyuni è il più grande deserto di sale al mondo e, quasi con certezza, il più bello in assoluto.

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Le sorgenti delle terme di Polques: l’alto contenuto di minerali dell’acqua allevia i reumatismi.

Come si è formata questa enorme distesa di sale? Bisogna andare indietro di ben 40.000 anni. L'altopiano dove oggi si trova il Salar del Uyuni raccoglieva l'acqua proveniente dalle montagne che lo circondavano. Non essendoci sbocchi naturali, l'acqua formò con il passare degli anni un enorme lago preistorico, il lago Minchin. A causa dell'alto tasso di salinità, l'acqua del lago colpita dai raggi del sole evaporò tutta, lasciando dietro di sè una massiccia crosta di sale.

Nel mezzo del Salar del Uyuni si trovano due isole, la Isla Incahuasi e la Isla de Pescado (prende il nome dalla sua particolare forma che ricorda quella di un pesce); le due isole non sono troppo distanti l’una dall’altra, e se ne consiglia un’escursione per ammirare gli enormi cactus da cui sono ricoperte.

Un’altra escursione raccomandata è quella al Sol de Mañan, un insieme di pozze di fango bollente e di geyser fumanti a un’altitudine di quasi cinquemila metri: poco più in basso, a circa 4.200 metri si trovano le Termas de Polques, delle sorgenti termali dove è possibile rigenerarsi con un bagno rilassante alla temperatura di circa 30°C; oltretutto, l'alto contenuto di minerali dell'acqua di queste sorgenti può alleviare i sintomi di artrite e reumatismi. Al margine del deserto, ai piedi del vulcano Tunupa, si trova poi una caverna dove sono state rinvenute le mummie di Coquesa, risalenti a circa tremila anni fa.

Se ti è venuta voglia di prendere un aereo e volare in Bolivia devi anche sapere che il periodo migliore per vedere il Salar del Uyuni ha inizio proprio adesso, indicativamente dal mese di novembre al mese di marzo, quando il deserto diventa un vero e proprio specchio dove è difficile vedere distintamente i confini tra terra e cielo.

Con il segno zodiacale dei Gemelli, non potevo avere come unica passione quella della scrittura. Al piacere di spingere freneticamente tasti sul computer ho così aggiunto nel tempo l'interesse per il rispetto dell'ambiente e la salvaguardia degli animali, la passione per l'eco-design e tutto ciò che è bioarchitettura. Lo slancio di stupore che provo ogni volta che un progetto di verde urbano rende più bella la mia città, mi spinge a coltivare ancora più piante e fiori sul terrazzo di casa (ma mi definisco ancora un pollice verde in erba). Giornalista e mamma di due adorabili pesti, quando non lavoro o quando il piccolo di casa fa il suo sonnellino pomeridiano, cerco di ritagliarmi del tempo libero scegliendo tra le seguenti opzioni: un'ora sul campo da tennis, una camminata nel verde, venti minuti di Reiki o una pila di riviste di arredamento da sfogliare in solitudine.