Il linfoma: cos’è e quali sono i sintomi delle due forme di Hodgkin e non di Hodgkin

Esistono oltre 40 tipi di linfomi, ma la suddivisione principale è fra quello di Hodgkin e non di Hodgkin. Il primo dipende dalla proliferazione anomala dei linfociti T, il secondo invece riguarda anche quella dei linfociti B. È probabile che all’origine vi sia una malformazione genetica acquisita, anche se non si conoscono ancora con certezza le cause di questo tumore del sangue. Cerchiamo allora di capirlo meglio insieme.
Giulia Dallagiovanna 19 Aprile 2019
* ultima modifica il 07/09/2020

Il linfoma è un tumore che colpisce prima il sistema linfatico e poi il sangue. Viene contraddistinto da un ingrossamento dei linfonodi, ghiandole formate da linfociti e altre cellule immunitarie, poste all'interno dei canali linfatici. In presenza di un'infezione, è normale che queste parti del tuo corpo stimolino la produzione di globuli bianchi e anticorpi e, di conseguenza, aumentino di volume. Se però i linfociti si replicano in modo anomalo e molto rapido, allora si tratterà di un cancro e il gonfiore sarà il segnale di un linfoma in corso.

Di questa patologia ne esistono oltre 40 tipi diversi, ma vengono tutti raggruppati all'interno delle due principali forme riconosciute: il linfoma di Hodgkin (caratterizzato dalla proliferazione dei linfociti B) e quello non di Hodgkin (dove si replicano sia linfociti T che B). Il primo colpisce soprattutto le persone più giovani, con meno di 30 anni. Il secondo invece interessa soprattutto gli uomini, di età superiore ai 65 anni. C'è però una buona notizia, anche se i casi sono in aumento, il livello di sopravvivenza si aggira attorno all'80%, ma può sfiorare anche i nove casi su dieci.

Cos'è il sistema linfatico

Nel tuo corpo non esiste solo il sistema sanguigno, ma anche quello linfatico. Lavorano in stretta cooperazione e si potrebbe quasi dire che i problemi dell'uno, sono anche quelli dell'altro. Se nei vasi sanguigni scorre il sangue, in quelli linfatici puoi trovare la linfa, un liquido composto da proteine, sali minerali, lipidi, amminoacidi, vitamine, ormoni e soprattutto globuli bianchi. Viene prodotta e purificata dai cosiddetti organi linfatici, ovvero milza, timo e midollo osseo. Gli stessi che mettono in circolo anche le cellule ematiche.

La linfa però viene spinta dal movimento di contrazione e rilassamento dei muscoli e non dalle pulsazioni del cuore ed è questa la ragione per cui, se ti muovi troppo poco, noterai che le tue caviglie si gonfiano. Sono sedimentazioni di liquido linfatico che non riesce a circolare. Il compito di questo liquido, oltre a nutrire i tessuti assieme al sangue, è quello di raccogliere il plasma che ristagna nelle diverse parti del corpo e portarlo fino ai reni, perché venga filtrato dalle tossine.

Tra i canali linfatici, poi, sono posti delle ghiandole formate da un agglomerato di linfociti e altre particelle immunitarie: i linfonodi. Si trovano ad esempio in corrispondenza del collo, delle ascelle, dell'inguine e dell'addome. Quando un agente patogeno minaccia il tuo organismo, i linfociti aumentano le proprie dimensioni, per poterlo combattere in modo più efficace. Il risultato è che i tuoi linfonodi saranno ingrossati.

Cos'è un linfoma

Il linfoma è un tumore del sangue causato dall'aumento incontrollato di linfociti. In poche parole, diventano così tanti che dopo aver colonizzato il sistema linfatico, passano a quello sanguigno. Le ragioni di questo fenomeno, però non sono ancora state individuate di preciso dalla ricerca. Al momento, esistono solo diversi modi in cui queste forme di cancro vengono classificate. Una prima suddivisione è in base alla velocità di progressione: esiste quindi un linfoma indolente. quando procede con lentezza, e aggressivo quando invece avviene l'opposto.

Ma una ripartizione più importante è quella fra linfoma di Hodgkin e non di Hodgkin. Per capirla, dovrai però fare un passo indietro. I linfociti sono un gruppo di globuli bianchi che hanno il compito di individuare e distruggere i microorganismi che minacciano la tua salute. Ne sono presenti di due tipi: i linfociti T, che giungono a maturazione nel timo, e i linfociti B, che invece arrivano al completo sviluppo nel midollo osseo. Quando sono coinvolti entrambi nella mutazione cancerogena, ci si troverà di fronte a un linfoma non-Hodgkin, mentre nel caso siano coinvolti solo i linfociti B, allora si tratterà di un linfoma di Hodgkin. Proviamo a vedere insieme queste due forme.

Linfoma di Hodgkin

Il Linfoma di Hodgkin è, per fortuna, una malattia abbastanza rara, che colpisce circa quattro persone ogni 100mila. Va però precisato che si tratta della forma di tumore più diffusa nella fascia di popolazione compresa tra i 15 e i 35 anni.  Prende il nome dal medico britannico che lo ha descritto per primo nel 1832, sir Thomas Hodgkin.

Può colpire tutti i linfonodi che si trovano nel corpo, ma di solito interessa soprattutto quelli del collo e delle ascelle. A volte poi può riguardare anche degli organi, come fegato e midollo osseo, ma si tratta di casi sporadici. Il primo sintomo è un rapido ingrossamento dei linfonodi del collo o delle ascelle, ma senza la presenza di altre manifestazioni, come dolore o febbre. Ma queste ghiandole possono gonfiarsi per una serie infinite di motivi, perciò sarà il tuo medico a capire se siano necessari ulteriori accertamenti. In particolare è la biopsia a determinare con certezza se si tratti di un linfoma oppure no, andando alla ricerca delle cellule di Reed-Sternberg nel microscopico frammento di tessuto linfatico prelevato.

Linfoma non di Hodgkin

Il linfoma non di Hodgkin parte dai linfociti T e B e si può sviluppare in diversi organi come stomaco, intestino, cute o sistema nervoso. Oltre che nei linfonodi. Si tratta in realtà di un gruppo di tumori che può colpire sia la popolazione adulta che quella anziana e che, almeno in Italia, rappresenta il 3% di tutti i casi di neoplasie diagnosticate. La maggior parte, però, è stata riscontrata fra persone che avevano superato i 65 anni.

Non esiste una classificazione definitiva di tutte le oltre 40 forme di cancro che possono colpire l'essere umano, oltre a quello di Hodgkin. Al momento, però, si distingue fra quelli provocati dai linfociti T e quelli invece che hanno all'origine i linfociti B. Al primo gruppo appartengono poi una lunga serie di sottogruppi, distinti per velocità di progressione, aggressività e caratteristiche delle cellule maligne.

Esiste un linfoma benigno?

Non esistono veri e propri linfomi benigni, ma solo una patologia rara chiamata malattia di Castleman. Si tratta di un ingrossamento che può riguardare un solo linfonodo più ghiandole. Colpisce meno di una persona su 100mila e a volte è associata all'Hiv. È comunque un problema di salute che inizia come asintomatico, ma che può provocare gravi perdite di peso e febbre. Alcune forme di questa malattia infine possono associarsi a disturbi autoimmuni o linfomi maligni.

I sintomi del linfoma

Il primo sintomo che potrebbe indicare la presenza di un linfoma è l'ingrossamento dei linfonodi, che può avvenire in tutte le parti del corpo in cui queste ghiandole sono presenti. Si tratta però di un gonfiore che non porta né dolore né altre manifestazioni, almeno all'inizio. A mano a mano che la patologia progredisce, potresti notare un rigonfiamento anche degli organi coinvolti come milza e stomaco. Potresti quindi percepire un senso di nausea e vomito, così come una mancanza di appetito. La perdita di peso è infatti un segnale che deve essere indagato a fondo.

Se invece il linfoma ha colpito a livello del torace e del collo, altri sintomi potrebbero essere mal di gola, tosse e difficoltà respiratorie. In generale, poi, sono cefalea e febbre gli altri indicatori di questo tumore del sangue in corso. Potrebbero anche verificarsi episodi di sudorazione notturna ed è molto probabile che una persona venga colta da una sensazione di spossatezza senza alcuna ragione apparente.

Le cause del linfoma

Le cause precise del linfoma, che sia di Hodgkin o non Hodgkin, non sono ancora conosciute con precisione. L'unico dato che si può affermare con certezza è che il problema all'origine è la proliferazione anomala e rapida dei linfociti. Le ragioni dipendono probabilmente da una mutazione genetica acquisita. In pratica, queste cellule non muoiono mai, ma continuano a replicarsi e ad aumentare nelle dimensioni, generando una sovrappopolazione che il tuo corpo non può sopportare.

Tra i fattori di rischio, anche le infezioni già contratte

Proprio per questo motivo, non si conoscono con precisione neanche i fattori di rischio. Fra quelli individuati sono presenti però l'età, che varia nelle due forme principali di linfoma, e il sesso: sembra che i tipi non di Hodgkin siano più frequenti negli uomini. Inoltre, l'esposizione a radiazioni può aumentare le probabilità di sviluppare un tumore del sangue. Questa situazione può dipendere da trattamenti effettuati per forme di cancro contratte in precedenza, in qualsiasi parte del corpo, oppure dal contatto con materiali tossici a causa del proprio lavoro. Ci sono poi sostanze chimiche, ad esempio erbicidi o insetticidi, che possono provocare dei malfunzionamenti nel tuo sistema immunitario, di cui anche i linfociti fanno parte.

Infine, la presenza di altre infezioni può favorire la comparsa di un linfoma. In particolare: Aids, malattie autoimmuni o quella da virus di Epstein-Barr, responsabile, tra le altre cose, della mononucleosi infettiva. In realtà un discorso simile piò essere fatto anche per l'Helicobacter pylori e per tutti quei virus che provocano una costante sollecitazione del sistema immunitario, perché rimangono all'interno del tuo organismo.

Come si cura il linfoma

La cura per il linfoma dipende naturalmente da quale forma si è sviluppata e sarà il medico a stabilire quale sia il miglior tipo di trattamento da prescrivere. Di norma, comunque, si procede attraverso la chemioterapia, la radioterapia e l'immunoterapia. Quest'ultima si basa sul potenziamento degli anticorpi che l'organismo già possiede, in modo che sia il tuo stesso corpo a combattere le cellule tumorali.

In alcuni casi, invece, può accadere che il tipo di linfoma non Hodgkin di cui si soffre progredisca molto lentamente e non costituisca ancora un pericolo per la salute. Il medico può quindi decidere di limitarsi a un monitoraggio costante della situazione e rimandare qualsiasi intervento.

Come si previene il linfoma

Poiché non si conoscono ancora con certezza le cause, non è possibile capire come prevenire l'insorgenza di un linfoma. Le uniche forme di protezione che puoi adottare riguardano l'evitare di esporsi a radiazioni e pesticidi industriali, così come scongiurare il primo contagio dai virus menzionati nel paragrafo precedente.

È però importante che tu mantenga sotto controllo la tua salute, in modo da individuare subito l'insorgenza di un tumore e intervenire il prima possibile. Analisi fondamentali in questo senso sono gli esami del sangue e delle urine, per monitorare il numero di globuli bianchi e altre anomalie nei valori delle cellule ematiche presenti nel tuo corpo. Se poi noti un gonfiore all'altezza dei linfonodi, avverti subito il tuo medico, anche perché si tratta di un sintomo che insorge in diverse situazioni.

Fonti| Ail; Airc; Ospedale San Raffaele

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