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27 Giugno 2023
9:21

Il Ponte Tibetano in Val Grande si farà: la popolazione dice “No” ma il referendum non raggiunge il quorum

Al referendum di domenica 25 giugno servivano 789 persone votanti per raggiungere il 50% più 1 e provare a bloccare il progetto per la realizzazione del ponte tibetano sospeso in Val Grande. Niente da fare: l'iter per l'opera di circa 500 metri, verrà costruito.

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Il Ponte Tibetano in Val Grande si farà: la popolazione dice “No” ma il referendum non raggiunge il quorum
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La Val Grande avrà il suo Ponte Tibetano. I cittadini hanno votato il referendum ma il quorum non è stato raggiunto: tutto valido, insomma. Avanti tutta.

Vezza d’Oglio, domenica 25 giugno, è andata alle urne per esprimere il proprio parere sull’idea di costruire una passerella pedonale sospesa nella storica valle montana. Al referendum indetto lo scorso 9 maggio dal Comune si sono presentati 530 elettori su 1.577 aventi diritto (il 33,6% del totale). Poco è contato che in 496 abbiano votato “No” (oltre il 95%) e solo 26 abbiano barrato la casella del “Sì”.

camminata

Il punto, infatti, è che alle urne si sono presentate ben 259 persone in meno rispetto ai 789 che sarebbero state necessarie per raggiungere il 50% più uno.

L’idea di costruire il ponte tibetano nasce dalla mente di Diego Occhi, che nel 2019 divenne sindaco di Vezza d’Oglio. Superando le difficoltà della pandemia, l’amministrazione è riuscita a mandare avanti l’iter burocratico fino a inserire i costi di realizzazione nei bilanci dell'Unione dei Comuni Alta Valle: mossa che, di fatto, rese il progetto ufficiale.

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Ad oggi comunque ci sono solamente degli studi di fattibilità e nulla è ancora stato fatto. Il progetto dovrebbe prevedere una struttura sospesa da circa 500 metri, posizionato a un’altitudine di 1.360 metri, in grado di mettere in collegamento i due versanti della Val Grande: la passerella metterebbe in comunicazione Gusà e la località Glant.

Il risultato del referendum tuttavia testimonia lo stato d’animo della popolazione, divisa in un’aspra polemica. Non solo per i costi del Ponte (circa 2 milioni di euro, di cui circa 1 milione finanziato dall'Accordo quadro di programma del Parco dello Stelvio, 500mila euro da reperire e altri 500mila a carico del Comune).

A non piacere è ovviamente l’impatto ambientale non giustificabile che il Ponte Tibetano – che molti definiscono l'ennesimo ecomostro sulla Alpi – potrebbe avere sull’intesa Valle. E quella che molti definiscono una totale mancanza di una visione realistica di un futuro sostenibile.

Giornalista fin dalla prima volta che ho dovuto rispondere alla domanda “Cosa vuoi fare da grande”. Sulla carta, sono pubblicista dal 2014, prima ho studiato Lettere a Milano e Comunicazione della Scienza alla Sissa di Trieste, in mezzo ho imparato a correre maratone.  Ho una sola regola, credere nel rispetto di me stesso, degli altri e dell'ambiente in cui ci ritroviamo. E cerco di farlo con il sorriso, sempre. Durante le mie giornate cerco di star dietro alla curiosità galoppante che mi porta a spulciare tra le pagine di scienza e a curiosare tra le novità al cinema, a scartabellare dati e a leggere pigne di libri. È un lavoro difficile ma divertente e soprattutto lungo. Perché si sa, in ognuno di noi c’è sempre una nuova frontiera da scoprire.