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15 Settembre 2022
12:30

Il Regno Unito è pronto a produrre sempre più vino: il Climate Change rischia di detronizzare Italia e Francia

Il grande caldo sta spostando verso Nord le condizioni adatte alla coltivazione delle vigne.

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Il Regno Unito è pronto a produrre sempre più vino: il Climate Change rischia di detronizzare Italia e Francia
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Il grande caldo e la siccità causati dalla crisi climatica stanno creando molti problemi alla viticoltura in regioni del mondo conosciute per le eccellenze vinicole come l'Italia e la Francia.

Se i terreni aridi, le scarse piogge, il caldo estremo rendono sempre più difficile la coltivazione e la cura delle vigne alle nostre latitudini, ci sono altri paesi più a Nord in cui invece il settore del vino crescerà nei prossimi anni con l'aumentare delle temperatura globale.

Uno di questi è il Regno Unito, dove già oggi si produce del vino, ma in quantità (e qualità) nettamente inferiore, visto che non è nemmeno tra i primi quindici paesi al mondo per litri prodotti (l'Italia è primo).

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Il settore, però, è in crescita, con un +400% di ettari coltivati tra i 2004 e il 2021, e il trend parla chiaro: i vini prodotti in Regno Unito saranno sempre di più, e probabilmente anche sempre più buoni.

Secondo un recente studio, un vitigno come il Pinot Nero troverà condizioni favorevoli, e la Gran Bretagna potrà produrre vini rossi sia fermi sia frizzanti in buone quantità. Siccome le vigne hanno una vita media tra i 20 e i 30 anni, già da oggi se ne stanno piantando molto di più.

C'è poco da stare allegri, però. La coltivazione del vino rappresenta un'opportunità, certo, ma la crisi climatica sta colpendo gravemente anche il Regno Unito. Dagli anni '80 a oggi la temperatura è già aumentata di un grado ed entro il 2040 l'aumento raggiungerà probabilmente gli 1,4°C.

Quest'estate sono stati superati per la prima volta i 40°C, in un paese per niente attrezzato ad affrontare il gran caldo.

Sono nato a Venezia, un posto magico, che tuttavia potrebbe diventare un simbolo dei danni della crisi climatica in cui viviamo. Da giornalista, ma anche da ottimista, voglio raccontare come possiamo combatterla, attraverso l’impegno della scienza e della gente. Ho collaborato con diverse testate, parlando di tutto, cercando di usare le parole come specchio per mostrare gli avvenimenti nel mondo, e non come sguardo personale da imporre. Mi piacerebbe andare ovunque, ma vorrei trovare un mezzo di trasporto sostenibile al cento per cento.