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4 Marzo 2021
18:00

Il traffico clandestino di fenicotteri rosa in Iraq: una piaga poco conosciuta

Tra i luoghi in cui i fenicotteri rosa sono soliti svernare ci sono anche le paludi irachene meridionali. Qui però rischiano di finire nel mirino dei bracconieri, che li catturano per poi venderli vivi a ricchi acquirenti (molto spesso stranieri) come animali da giardino o anche morti per essere mangiati.

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Il traffico clandestino di fenicotteri rosa in Iraq: una piaga poco conosciuta
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Quando senti parlare di Iraq – che, tra l'altro, sarà la meta del prossimo viaggio apostolico di Papa Francesco – pensi a un Paese dilaniato da guerre e tensioni sociali. E di certo non ti sbaglieresti. Tra i numerosi problemi dell'Iraq ce n'è uno che passa piuttosto inosservato, ma che nuoce gravemente alla natura e può rivelarsi un'attività redditizia per molte famiglie povere in cerca di una fonte di sostentamento. Stiamo parlando del commercio clandestino di fenicotteri rosa.

Questi magnifici uccelli sono dei migratori e nel loro lungo viaggio possono attraversare perfino diversi continenti, dall’Europa all’Africa, per arrivare fino in Asia centrale e in Medio Oriente. Nella stagione fredda, tra ottobre e febbraio, tra le varie aree in cui possono scegliere di sostare ci sono anche le paludi dell'Iraq meridionale, tra l'oasi naturalistica di Ahwar (inserita nel 2016 dall'Unesco nella lista dei patrimoni dell'umanità) e il confine con l'Iran, dove possono trovare temperature più miti e cibo in abbondanza. Ma qua purtroppo li aspettano anche i bracconieri.

La domanda è: che cosa ci fanno con i fenicotteri? Quelli che vengono catturati possono essere venduti per 30-40 mila dinari iracheni (che corrispondono all'incirca a 17-23 euro) come animali da mettere nei giardini zoologici privati di persone facoltose, siano essi iracheni o stranieri (molti provengono dai ricchi Paesi del Golfo, come il vicino Kuwait, l'Arabia Saudita o il Qatar). Ma gli uccelli selvatici possono essere venduti anche morti ed essere consumati allo stesso modo di un piatto di carne. So che per te potrebbe essere impensabile, eppure è così: la carne di fenicottero è considerata una prelibatezza. Senza contare poi le condizioni in cui vengono tenuti prigionieri i fenicotteri catturati illegalmente: molti di essi si ritrovano per mesi in gabbie piccole e possono arrivare perfino a morire, soprattutto durante le calde giornate estive. Ovviamente in Iraq vige un decreto locale che proibisce la caccia di frodo dei fenicotteri rosa, ma la legge non viene fatta rispettare come si dovrebbe.

Laureato in lettere e giornalista professionista, sono nato e cresciuto a Milano. Fin da bambino ad accompagnarmi c’è (quasi) sempre stato un pianoforte. E da musicista la parola d’ordine non può che essere una: armonia. Con se stessi, con gli altri, con la natura. Sarà la giovane età, sarà che sono nato in una delle città più inquinate d’Italia, il rispetto per l’ambiente che ci circonda è diventata la stella polare che orienta le mie scelte, dalla spesa che privilegia il più possibile prodotti a filiera corta all’attenzione maniacale quando si fa la raccolta differenziata. Considero un’autentica vocazione poter condividere e trasmettere una filosofia di vita che abbia al centro la sostenibilità e la ricerca del benessere. Nel giornalismo ho trovato il mezzo ideale.