In Antartide potrebbe nascere l’area marina protetta più grande del mondo, ma la guerra può impedirne (o rallentarne) la realizzazione

La cooperazione internazionale come sai lavora su più fronti, sulla Terra, ai Poli e nello Spazio. Un esempio di questa collaborazione è la recente proposta del commissario europeo per l’Ambiente, Virginijus Sinkevicius, di creare una vasta area marina protetta. Vediamo insieme di cosa si tratta.
Francesco Castagna 10 Maggio 2022

Ti andrebbe di andare al mare insieme? Questa volta ti portiamo in una località particolare: il Mare di Ross in Antartide. Devi sapere che in questa zona nel 2016 la CCAMLR, Convenzione per la protezione delle risorse marine viventi in Antartide, ha gettato nel 2016 le basi per realizzare una riserva marina dalle enormi dimensioni di 1,55 milioni di chilometri quadrati. Quest'area, il Mare di Ross, se non lo sapevi è fondamentale per il nostro Pianeta perché diventerà la più grande riserva marina protetta del mondo: negli ultimi anni diversi ricercatori hanno condotto studi sulle acque per approfondire gli effetti del cambiamento climatico, proprio perché nel posto sono state registrate temperature record, che stanno sciogliendo i ghiacci giorno dopo giorno. Come forse sai, lo scioglimento dei ghiacci è uno dei termometri che dobbiamo necessariamente osservare per capire come ci stiamo muovendo per fermare i cambiamenti climatici.

A tal proposito, il commissario europeo per l'Ambiente, Virginijus Sinkevicius, durante una visita in Argentina il 2 e 3 maggio ha fatto un appello alla comunità internazionale per ricordare l'urgenza di creare l‘area marina protetta più grande del mondo.

Virginijus Sinkevicius, in visita ufficiale in Argentina, ha esortato la comunità internazionale a creare "l'area marina protetta più grande del mondo" in Antartide.

È un ecosistema unico, ma la cosa più importante è il suo valore, perché nessuna tecnologia può sostituire gli oceani, né la loro capacità di assorbire carbonio – Virginijus Sinkevicius, commissario europeo per l'Ambiente

Già dal 2016 l'Unione europea è attiva su questo progetto e con la Commissione per la Conversazione delle Risorse Marine dell'Atlantico sta predisponendo una serie di programmi per proteggere quest'area e la sua biodiversità. Si tratterebbe quindi di creare una sorta di scudo protettivo per la Penisola Antartica, che serva a tutelare l'Oceano Antartico. Ma oltre all'area già individuata esistono altri progetti che devono essere discussi e approvati all'unanimità dalla CCAMLR, di cui fanno parte anche Russia e Cina, che non hanno ancora approvato le proposte presentate. Ma quali sono questi progetti? Ora te li spiego così da capire insieme la loro importanza.

Esistono tre proposte presentate alla Commissione. Le prime due nascono dai Paesi dell'Unione europea e mirano a creare aree protette in Antartide orientale e nel Mare di Weddell (una parte dell'Oceano Atlantico situata a ridosso del continente antartico) dell'estensione di tre milioni di chilometri quadrati. Mentre la terza, proposta da Argentina e Cile, è l'area di 650mila chilometri quadrati intorno alla penisola antartica.

Secondo la CCAMLR, l'approvazione di queste tre proposte porterebbe alla realizzazione del più grande provvedimento in campo di tutela ambientale nella storia dell'umanità. Così facendo si tutelerebbero circa quattro milioni di chilometri quadrati. Un'area che, per estensione, puoi immaginare come se fosse l'intera Europa continentale. Ma c'è un problema: le decisioni della Commissione devono essere approvate all'unanimità, e attualmente nel raggiungimento di questo obiettivo pesa il conflitto russo-ucraino. Da una parte perché la Russia in questo momento non sembra intenzionata a collaborare con la comunità internazionale, dall'altra perché gli sforzi di quest'ultima al momento sono concentrati nella risoluzione del conflitto. Il commissario europeo infatti ha sottolineato che "tutti gli sforzi sono concentrati per porre fine alla guerra in Ucraina". 

Si tratta però di decisioni miopi, perché le azioni per il clima, come sai dovrebbero andare oltre il coinvolgimento politico delle Nazioni. Per l'IPCC infatti il cambiamento climatico sta generando effetti sempre più visibili sulla calotta glaciale antartica, che potrebbero portare all'innalzamento del mare e alla conseguente instabilità delle aree costiere.