In Canada e Stati Uniti un’ondata di caldo senza precedenti: incendi e morti improvvise, è il cambiamento climatico?

Nei giorni scorsi il villaggio di Lytton, in British Columbia, ha fatto registrare 46.6°C, battendo un record che durava da 84 anni. È solo uno degli effetti dell'ondata di calore che sta colpendo il Canada e gli Stati Uniti nord-occidentali, provocando decessi e incendi dovuti a temperature mai viste destinate a durare per un'altra settimana. Manca al momento un collegamento diretto con il climate change, ma secondo gli esperti questi fenomeni, dovuti ad un'alta pressione statica ed estesa, stanno diventando sempre più comuni proprio in virtù dell'impatto dell'uomo sul clima.

2 Luglio 2021
12:00
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In Canada e Stati Uniti un’ondata di caldo senza precedenti: incendi e morti improvvise, è il cambiamento climatico?
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Temperature roventi, morti e incendi: sono queste le conseguenze dell'ondata di caldo che da qualche giorno sta colpendo il Canada e il nord-ovest degli Stati Uniti, portando il termometro ai 46.6°C raggiunti a Lytton, in British Columbia, dove molti abitanti hanno dovuto evacuare le proprie case per via delle fiamme che hanno superato un metro di altezza, come spiegato dal sindaco Jan Polderman a vari media locali.

Purtroppo, però, sono tanti i casi simili in tutto il territorio canadese: a partire da venerdì scorso, 25 giugno, le autorità hanno registrato in tutta la British Columbia oltre 400 decessi, molti dei quali improvvisi, un numero anomalo al quale ha certamente contribuito la morsa di calore storica di queste ore. Mentre il rischio di incendi è sempre più alto in varie zone della provincia del Canada occidentale, le persone che possono rimanere in casa stanno utilizzando sempre di più condizionatori e altre soluzioni per raffreddare gli ambienti, mettendo persino in difficoltà i fornitori di elettricità.

Oltre ai 46.6°C di Lytton, che hanno infranto un record che durava da 84 anni, più di 40 località hanno toccato temperature senza precedenti, dovute a una cappa di calore provocata da un'alta pressione statica, che crea un effetto simile a quello di un coperchio su una pentola, intrappolando l'aria calda. La zona di alta pressione è attualmente estesa dalle zone artiche del Canada fino alla California, un'area vastissima dove, anche per la prossima settimana, la temperatura potrebbe restare di 10-15°C sopra la media, continuando a provocare disagi e pericoli.

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Una mappa dettagliata dell’Agenzia Spaziale Europea che mostra l’ondata di calore che sta colpendo Canada e Stati Uniti (ESA)

Secondo l'analista ambientale della BBC Roger Harrabin non c'è un modo per stabilire con sicurezza, in così poco tempo, se questo caldo anomalo sia frutto delle emissioni industriali, ma gli esperti ormai concordano nell'affermare che questi fenomeni, al giorno d'oggi, siano molto probabilmente frutto dei cambiamenti climatici indotti dall'uomo, anche perché secondo la US National Climate Assessment, guardando agli ultimi anni, le ondate di calore prolungate sono diventate sempre più comuni e di un'intensità mai vista dall'inizio delle rilevazioni strumentali partite dal 1895.

Diventato giornalista quasi senza sceglierlo, lasciando che la passione per la scrittura e per le storie raccontate agli amici si trasformasse nelle prime collaborazioni durante l’università. Prima del tesserino di pubblicista del 2019 ci sono anni di articoli scritti per siti e quotidiani, soprattutto di sport ma senza chiudere la porta ad altri temi, dalla scienza alla tecnologia. Che sia un piccolo spazio verde cittadino, un pezzo di campagna o un parco nazionale sulle montagne più alte di un paese pieno di spiagge, sono irrimediabilmente attratto dalla natura di cui, spesso si tende a dimenticarlo, siamo innanzitutto ospiti. Amo le lingue straniere, sinonimo per me di apertura e opportunità, come quella di diventare traduttore. Inoltre, sono le chiavi che mi aiutano ad aprire quel mondo che poi racconterò agli altri, sempre con la cura e la precisione che il giornalismo richiede.