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26 Maggio 2020
16:30

In Namibia sono stati uccisi diversi elefanti: distruggono i raccolti e minacciano la popolazione locale

Le autorità locali hanno riferito di non aver avuto scelta. I pachidermi si sono introdotti nei terreni agricoli nel periodo del raccolto e hanno distrutto parte delle coltivazioni mettendo anche in pericolo l’incolumità delle persone. Una scelta dovuta alla mancanza di alternative.

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In Namibia sono stati uccisi diversi elefanti: distruggono i raccolti e minacciano la popolazione locale
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In Namibia alcuni elefanti si sono introdotti in zone agricole distruggendo parti delle colture nella stagione dei raccolti. Per questo, le autorità del luogo hanno disposto l’abbattimento di diversi esemplari.

Durante i mesi scorsi sono stati 10 gli elefanti uccisi dopo esseri introdotti in questi terreni. Una decisione, quella di abbatterli, presa in accordo con l’autorità che gestisce la fauna selvatica nel paese, dal momento che questi pachidermi minacciano l’agricoltura e l’incolumità della popolazione locale.

A parlare delle modalità e delle cause di questa decisione è stato il portavoce del Ministero dell’Ambiente, della silvicoltura e del Turismo, Romeo Muyunda, che ha spiegato come questi esemplari siano diventati un pericolo per le popolazioni locali e quindi di non aver avuto scelta nel procedere all’abbattimento. Muyunda ha anche però aggiunto che la carne degli elefanti uccisi sarà data alle famiglie degli agricoltori danneggiati dalla loro presenza.

La Namibia, spiega l'agenzia di stampa Reuters, è un paese alla costante ricerca di un equilibrio tra il contenimento delle specie e la protezione della fauna selvatica. La popolazione degli elefanti è divenuta così “ingombrante” anche a causa di un aumento delle nascite, che hanno portato il numero di elefanti presenti sul territorio da circa 7000 nel 1994 ai 24.000 dello scorso anno.

Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco e imparato a riconoscere alcune piante velenose. Ho imparato la musica perché fa bene all’anima. Ho vissuto in due grandi città a cui mi sono abituata a volte più in fretta, altre volte meno, ma dove i miei posti preferiti erano sempre i parchi. Ho studiato giornalismo perché volevo che aiutare le persone a capire alcuni aspetti del mondo diventasse la mia professione. Credo che il rispetto della natura, dell’ambiente in cui ci muoviamo ogni giorno e delle persone che con noi lo abitano sia fondamentale per vivere bene, per noi stessi e per gli altri.