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29 Aprile 2020
16:00

In uno zoo inglese gli animali potrebbero essere uccisi per evitare che muoiano di fame

La crisi provocata dalla diffusione del Covid ha colpito un po’ tutti i settori, anche quello degli zoo. Sono infatti diverse le strutture che al momento si trovano in difficoltà e vicine all’obbligo di scegliere se abbattere alcuni esemplari per salvare la vita degli altri.

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In uno zoo inglese gli animali potrebbero essere uccisi per evitare che muoiano di fame
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Una storia simile l’avevamo raccontata parlando di uno zoo tedesco i cui proprietari stavano preparando una lista di animali da abbattere per salvarne altri. Ora è una struttura inglese che sta chiedendo aiuto per evitare di dover abbattere i propri animali che altrimenti finirebbero per morire di fame.

Sto parlando dello zoo St. Mary Hoo, nel Kent, Regno Unito, che ospita al momento 120 animali di 40 diverse specie. Il proprietario della struttura, Andy Cowell, ha lanciato un appello per evitare in tutti i modi di essere costretto ad abbattere alcuni dei suoi animali che altrimenti morirebbero di fame. Fino ad ora, il proprietario è riuscito a salvare la vita dei suoi esemplari attingendo ai propri risparmi e a donazioni, tra cui il denaro raccolto tramite la piattaforma GoFundMe, ma per raggiungere le oltre 2000 sterline al giorno per soddisfare le esigenze dietetiche di tutti gli animali questi soldi non sono sufficienti.

I primi a essere soppressi sarebbero i procioni, che rappresentano una specie infestante in Inghilterra, ma Cowell vorrebbe evitare questa soluzione estrema nonostante si senta dimenticato da governo e istituzioni come tanti altri piccoli zoo che non godono di sovvenzioni pubbliche.

Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco e imparato a riconoscere alcune piante velenose. Ho imparato la musica perché fa bene all’anima. Ho vissuto in due grandi città a cui mi sono abituata a volte più in fretta, altre volte meno, ma dove i miei posti preferiti erano sempre i parchi. Ho studiato giornalismo perché volevo che aiutare le persone a capire alcuni aspetti del mondo diventasse la mia professione. Credo che il rispetto della natura, dell’ambiente in cui ci muoviamo ogni giorno e delle persone che con noi lo abitano sia fondamentale per vivere bene, per noi stessi e per gli altri.