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7 Maggio 2020
11:00

Inquinamento acustico: come difenderti dai rumori nocivi che ti circondano ogni giorno?

Automobili, cantieri, grida, camion dell’immondizia ma anche volume degli auricolari ed elettrodomestici rumorosi. Soprattutto se abiti in città, l’inquinamento acustico può essere ovunque nella tua vita, per questo è importante sapere in che modo puoi difenderti.

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Inquinamento acustico: come difenderti dai rumori nocivi che ti circondano ogni giorno?
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Suoni e rumori sono parte integrante della nostra vita e se abiti in città ci sarai sicuramente abituato. Automobili, grida, cantieri, un’eccessiva movida, sirene, ambulanze e camion della spazzatura sono infatti la norma, in fatto di rumore, per chi vive in una metropoli. Ma sei sicuro che tutto questo sia giusto per il tuo benessere?

Magari sei abituato e non ci fai poi tanto caso, eppure una costante esposizione al rumore può essere molto rischiosa per la stabilità del tuo organismo, tant’è che esiste una vera e propria espressione per riferirsi a questo fenomeno: inquinamento acustico. Certo, non puoi vederlo come lo smog e non ne percepisci gli effetti, non provoca un impatto immediato sul Pianeta o sulla tua salute (la perdita dell’udito è infatti un processo molto lento e spalmato nel tempo), eppure l’inquinamento acustico delle conseguenze le ha, a partire dall’interferenza che è in grado di provocare in alcune attività che svolgi quotidianamente e che sono necessarie per il tuo benessere, come dormire, conversare o meditare. A lungo termine, poi, gli effetti negativi dell’esposizione ai rumori possono diventare davvero debilitanti a livello psichico ma anche fisico, provocando addirittura un acufene. E, ricordiamo, la perdita dell’udito è un processo irreversibile.

Non bisogna poi dimenticare che gli effetti di questo genere di inquinamento non si abbattono soltanto sull’essere umano. Infatti, sono diversi gli animali che si trovano persi, confusi e rischiano di non poter comunicare con i propri simili con i quali comunicano soltanto attraverso i suoni. Un esempio possono essere le balene, il cui equilibrio all’interno del loro habitat viene fortemente compromesso dall’inquinamento acustico provocato dalle grandi navi.

Come difendersi dall’inquinamento acustico

Naturalmente per capire come puoi proteggerti dall’esposizione a rumori debilitanti devi innanzitutto individuare l’origine di questi rumori. Se infatti la tua esposizione è di tipo cronico perché ad esempio lavori ogni giorno in un cantiere, esistono diversi dispositivi di protezione del tuo udito che devono esserti forniti dal datore di lavoro, come le cuffie antirumore o i tappi per le orecchie.

Se invece sei un cittadino che abita vicino a una strada, e si trova quindi a fronteggiare ogni giorno il caos della metropoli tra urli, serate, pulizia delle strade e lavori in corso, una soluzione efficace potrebbe essere, oltre a procurarti dei tappi per dormire meglio, fare un piccolo investimento e dotare la tua casa di finestre antirumore. In questo modo potrai dormire sonni tranquilli (a finestre chiuse ovviamente) e mantenerti isolato da suoni indesiderati quando ti trovi in casa tua.

Un altro modo per liberare l’atmosfera della tua abitazione da rumori e suoni molesti è spegnere tutti i dispositivi elettronici non in uso, il cui suono sommesso magari passa sottotraccia in un primo momento ma può inconsapevolmente stressare il tuo cervello.

Fai attenzione al volume dei dispositivi che utilizzi. Che sia uno stereo, gli auricolari del telefono o la televisione, spesso tendiamo a mantenere il volume più alto di quanto non sia in realtà necessario. Cerca di far caso al livello che stai tenendo e abbassa di qualche tacca. Il tuo udito si adatterà molto preso al nuovo volume e le tue orecchie te ne saranno grate

Infine, quando accendi un elettrodomestico un po’ “casinista” come una lavatrice, spostati in un’altra stanza e chiudi la porta di quella in cui si trova la fonte del rumore. Sembra scontato ma in questo modo potrai risparmiare al tuo cervello un bel po’ di stress!

Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco e imparato a riconoscere alcune piante velenose. Ho imparato la musica perché fa bene all’anima. Ho vissuto in due grandi città a cui mi sono abituata a volte più in fretta, altre volte meno, ma dove i miei posti preferiti erano sempre i parchi. Ho studiato giornalismo perché volevo che aiutare le persone a capire alcuni aspetti del mondo diventasse la mia professione. Credo che il rispetto della natura, dell’ambiente in cui ci muoviamo ogni giorno e delle persone che con noi lo abitano sia fondamentale per vivere bene, per noi stessi e per gli altri.