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1 Febbraio 2019
15:00

La bioplastica dalle alghe: il nuovo materiale per imballaggi viene dal mare (e non inquina)

Una nuova bioplastica made in Cile, realizzata con una miscela di alghe e acqua, che potrebbe rivoluzionare il packaging di alimenti secchi come pasta e biscotti.

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La bioplastica dalle alghe: il nuovo materiale per imballaggi viene dal mare (e non inquina)
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Quando vengono accostate parole come “plastica” e “mare”, il primo pensiero non è affatto positivo. La plastica nel mare è un problema enorme, siamo tutti d’accordo, e va risolto e arginato il prima possibile con tutti i mezzi a disposizione. Ma in questo articolo ti racconterò come una delle soluzioni per combattere la plastica nel mare potrebbe essere rappresentata da una plastica che proprio dal mare viene prodotta. Sto parlando di un nuovo biomateriale sostenibile la cui componente primaria sono le alghe, e che potrebbe diventare un packaging innovativo per prodotti alimentari come pasta e biscotti.

L’idea è della designer cilena Margarita Talep, che è riuscita a realizzare una nuova plastica totalmente eco sostenibile attraverso la lavorazione di acqua con l’alga agar-agar, già utilizzata per altre produzioni biodegradabili. Il materiale finale deriva da una miscela, di alghe e acqua appunto, che viene prodotta a una temperatura di circa 80 gradi, per poi essere inserita in uno stampo e diventare sottile come un foglio. Nel frattempo, può essere anche colorata con tinte naturali estratte dalla frutta per assumere un aspetto più gradevole.

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Ma la sostenibilità di questa bioplastica non si esaurisce al materiale. Per chiudere e sigillare le confezioni, adatte principalmente ad alimenti secchi, non servono colla o sostanze chimiche, ma è sufficiente un po’ di calore. Insomma, stiamo parlando di una produzione 100% eco-friendly, a partire dalla materia prima fino alla sua definitiva scomparsa. Una volta gettata via la confezione dopo l’uso, il materiale sarà in grado di biodegradarsi entro due o tre mesi, dipendentemente dalla stagione e dalle condizioni meteorologiche.

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Anche se non è ancora chiara la possibilità di farne una produzione su larga scala, la bioplastica di alghe potrebbe diventare un valido sostituto per gli imballaggi di numerosi prodotti, considerata la quantità di packaging che ogni anno non riesce a essere smaltita correttamente e finisce dispersa nell’ambiente. Infatti, se anche questo nuovo materiale finisse in mare, non farebbe altro che tornare nel luogo da cui proviene. Senza fare del male a nessuno.

Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco e imparato a riconoscere alcune piante velenose. Ho imparato la musica perché fa bene all’anima. Ho vissuto in due grandi città a cui mi sono abituata a volte più in fretta, altre volte meno, ma dove i miei posti preferiti erano sempre i parchi. Ho studiato giornalismo perché volevo che aiutare le persone a capire alcuni aspetti del mondo diventasse la mia professione. Credo che il rispetto della natura, dell’ambiente in cui ci muoviamo ogni giorno e delle persone che con noi lo abitano sia fondamentale per vivere bene, per noi stessi e per gli altri.