La libertà “ingabbiata” di Ina, l’orsa salvata da uno zoo in Romania

Non vive più in una gabbia fisica, ma mentale. Ina è un’esemplare femmina di orso bruno salvata da uno zoo in Romania dopo 20 anni di prigionia. Ora vive “libera” in un santuario per animali, ma è ancora come se vivesse dietro le sbarre.
Gaia Cortese 25 Gennaio 2021

Intorno a sé non ha più una gabbia, ma è come se l’avesse. La storia di Ina, un’esemplare femmina di orso bruno, è purtroppo la storia di tanti altri animali costretti a vivere in cattività, lontani dal loro ambiente naturale.

Ina ha vissuto per vent’anni in uno spazio di pochi metri quadrati nello zoo Piatra Neamt, a nord di Bacau, in Romania.

Dopo diversi anni di mobilitazione l’Ong Millions of Friends è riuscita a liberarla e a portarla al Libearty Sanctuary, un santuario che sorge a Zarnesti, nel distretto di Brasov in Transilvania, e che accoglie centinaia di orsi bruni salvati dallo sfruttamento di zoo e circhi.

Una lunga prigionia è però sempre un trauma che non si può dimenticare e difficilmente può rimarginarsi. Ne è la prova il filmato che sta girando non solo sui social, ma anche su diverse testate giornalistiche online: le riprese fatte dai volontari del santuario romeno mostrano l’orsa girare su se stessa in pochi metri quadrati, come se si trovasse ancora in gabbia. Ina mostra ancora lo stesso atteggiamento di stress che aveva dietro le sbarre, nonostante ormai viva in una foresta.

Sono immagini strazianti che non hanno neppure bisogno di troppi commenti. Una lunga prigionia lascia inevitabilmente dei segni, e per questi animali non è immediato e neppure scontato un adattamento alla vita naturale.

Le associazioni animaliste fanno tutto quello che possono per andare incontro alle esigenze di questi animali, ma il problema dovrebbe essere risolto alla radice, vietando la reclusione di questi animali per volere dell'uomo. Fino a quando non si sarà compreso questo principio, avremo sempre davanti immagini di sofferenza, non solo fisica, ma anche mentale.