La mappa dei viaggi e delle rotte della plastica nel Mar Mediterraneo

Un gruppo di ricercatori ha cercato di ricostruire il movimento della plastica nel nostro mare, i crocevia più inquinati e le zone di accumulo.
Gianluca Cedolin 4 Giugno 2022

Tutti i mari del Mondo sono pieni, purtroppo, di rifiuti di plastica, e il Mediterraneo non fa eccezione, anzi. Vista l'alta concentrazione di porti, città e quindi di persone sulle coste, è uno dei mari più inquinati al mondo sotto questo profilo.

Secondo un recente studio, ogni anno vengono scaricate nel Mare Nostrum circa 570mila tonnellate di plastica: come se ogni minuto fossero gettate in mare 34mila bottigliette.

Se negli oceani le plastiche tendono ad accumularsi in gigantesche isole di plastica, nel Mediterraneo i rifiuti si muovono (ti abbiamo raccontato, infatti, come si evolve la "vita" di un rifiuto), sbriciolandosi in microplastiche, riversandosi poi in buona parte sulle coste oppure affondando (il fenomeno del biofouling, la colonizzazione del plancton e delle alghe che cambia la densità della plastica).

Pur non esistendo vere e proprie isole di plastica, ci sono però dei punti caldi in cui la plastica si concentra e dei percorsi privilegiati dai rifiuti, una volta scaricati in mare. Di questo si è occupato negli scorsi anni un gruppo di ricercatori, che su Nature communications ha appena pubblicato un innovativo studio intitolato The streaming of plastic in the Mediterranean Sea.

La ricerca ha combinato un modello teorico, che ha riprodotto il viaggio dei detriti di plastica per tre anni, con delle misurazioni fatte nel corso di sei mesi (durante la campagna di spedizione Tara). Unendo i risultati, gli studiosi sono stati in grado di ricostruire quali sono i luoghi del Mediterraneo più sensibili all'inquinamento della plastica.

Le concentrazioni più alte di plastica sono state trovate nel Mediterraneo occidentale, dove vive più gente sulla costa, mentre i valori minimi sono stati registrati nel Mediterraneo orientale. Il 21% dei rifiuti, trasportati anche per centinaia di chilometri, attraversa solo l'1% delle acque, spesso vicino alle coste: i principali crocevia del trasporto della plastica sono vicino alle coste algerine e turche e al nord di Maiorca.

Il percorso della plastica nel Mar Mediterraneo

Le zone costiere più colpite dallo spiaggiamento dei rifiuti sono in Egitto, in Algeria, e in una parte della Turchia (la Cilicia), dove si accumulano fino a 45 chili di plastica per chilometro di spiaggia ogni giorno. In Italia anche non siamo messi bene in certe zone: sul Delta del Po arriviamo a 10 chili di rifiuti per chilometro, mentre va meglio nella zona di Taranto, sullo Ionio, e nella Sardegna orientale (0,3 chili).

Nel Tirreno e nello Ionio non sono stati identificati crocevia significativi di transito della plastica, mentre è preoccupante la situazione dei fondali del mar Adriatico e del mar Ligure, molto interessati dal fenomeno del biofouling.

Uno studio del genere è fondamentale non solo per avere il quadro della situazione e per poter monitorare meglio, in futuro, l'inquinamento da plastica del Mar Mediterraneo, ma anche per costruire più efficienti campagne di pulizia, per gestire meglio le varie zone del mare e capire dove intervenire con l'importante strumento delle aree marine protette.