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19 Gennaio 2021
18:00

La richiesta del ministro Costa alla Francia: “Anche gli italiani partecipino alla consultazione sulle centrali nucleari”

Il ministro dell'Ambiente Sergio Costa e il sottosegretario Roberto Morassut hanno inviato una nota a Parigi per chiedere di coinvolgere anche i cittadini italiani nella consultazione pubblica in Francia sul prolungamento di altri dieci anni dell’attività di 32 reattori nucleari, alcuni dei quali non lontani dal confine con il nostro Paese.

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La richiesta del ministro Costa alla Francia: “Anche gli italiani partecipino alla consultazione sulle centrali nucleari”
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I cittadini italiani si sono già espressi sul nucleare, con il referendum del 1987 e con quello del 2011, e hanno preferito dire "no, grazie". Ora la richiesta è di ascoltare il loro parere anche per quanto riguarda le centrali francesi. Il ministro dell'Ambiente italiano Sergio Costa e il sottosegretario Roberto Morassut hanno deciso di raccogliere l'appello lanciato da Greenpeace Italia e hanno inviato una nota ufficiale al governo francese, chiedendo di permettere anche alle italiane e agli italiani di poter partecipare alla consultazione pubblica – aperta dall'ASN (ovvero l’Autorità per la Sicurezza Nucleare francese) lo scorso 3 dicembre – sul prolungamento di altri dieci anni dell’attività di 32 reattori nucleari presenti sul territorio transalpino. Stiamo parlando in particolare di quelli più vecchi, quelli hanno già raggiunto, o raggiungeranno entro il 2030, i quaranta anni di operatività.

"Che cosa ce ne importa dei reattori nucleari francesi?'", potresti pensare. Per risponderti, partiamo da una semplice considerazione: l'inquinamento non tiene conto dei confini geopolitici. Per questo, quando un governo avvia una consultazione pubblica su un tema così delicato come l'energia nucleare, è giusto tenere in considerazione anche il parere dei cittadini dei Paesi confinanti. A ribadirlo è la convenzione di Espoo, adottata nel 1991 e sottoposta a successivi emendamenti.

In base a questo documento, i governi devono garantire la possibilità anche ai cittadini degli Stati confinanti di partecipare a una procedura di consultazione su progetti pubblici e privati che potrebbero avere un impatto ambientale transfrontaliero di un certo rilievo. Questo per un motivo molto semplice: io cittadino italiano potrei sentirmi "minacciato" da quello che accade in uno Stato vicino, e pertanto ho il diritto di potermi esprimere a riguardo di una iniziativa che potrebbe in qualche modo danneggiarmi.

"È piuttosto ovvio che cittadine e cittadini italiani siano «parte interessata» in questa consultazione pubblica", sostiene Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace Italia. "L'organizzazione ambientalista – si legge in un comunicato – si augura che cittadine e cittadini italiani colgano rapidamente questa opportunità per far sentire la propria voce sull’ipotesi di estensione della licenza dei vecchi reattori nucleari operanti da ormai quaranta anni vicino ai nostri confini".

Laureato in lettere e giornalista professionista, sono nato e cresciuto a Milano. Fin da bambino ad accompagnarmi c’è (quasi) sempre stato un pianoforte. E da musicista la parola d’ordine non può che essere una: armonia. Con se stessi, con gli altri, con la natura. Sarà la giovane età, sarà che sono nato in una delle città più inquinate d’Italia, il rispetto per l’ambiente che ci circonda è diventata la stella polare che orienta le mie scelte, dalla spesa che privilegia il più possibile prodotti a filiera corta all’attenzione maniacale quando si fa la raccolta differenziata. Considero un’autentica vocazione poter condividere e trasmettere una filosofia di vita che abbia al centro la sostenibilità e la ricerca del benessere. Nel giornalismo ho trovato il mezzo ideale.