La storia di Dymka, il gatto bionico salvato grazie a quattro protesi al posto delle zampe

Ritrovato abbandonato in una strada della Siberia con tutte e quattro le zampe congelate, sembrava che per il gatto Dymka non ci fosse più alcuna speranza. Invece, grazie all'intervento del dottor Sergei Gorshkov, all'animale sono state impiantate delle protesi che adesso gli consentono di muoversi liberamente.

1 Aprile 2020
16:00
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La storia di Dymka, il gatto bionico salvato grazie a quattro protesi al posto delle zampe
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È stato trovato da un autista, tutto solo accucciato nella neve alta sul ciglio di una strada di Novokuznetsk, in Siberia, dove le temperature sono particolarmente rigide d'inverno. Dymka (nebbia, in russo), un gatto di 5 anni, aveva tutte e quattro le zampe congelate ed era in ipotermia. È stato dunque portato nella clinica veterinaria più vicina, a Novosibirsk, dove sono riusciti a salvargli la vita ma non le estremità delle zampe, ormai in cancrena. in questi casi la soluzione più rapida è l'eutanasia.

Il dottor Sergei Gorshkov ha deciso invece di salvargli la vita tramite l’amputazione di tutti e quattro gli arti e grazie all’aiuto di uno specialista dell’Università di Tomsk ha sviluppato delle speciali protesi in titanio fabbricate con la tecnica della stampa 3D da impiantare al posto delle zampe del gatto. Con questa operazione a Dumka è stata data un'altra possibilità: anche se non sarà agile come gli altri gatti "normodotati", adesso può spostarsi in autonomia.

Laureato in lettere e giornalista professionista, sono nato e cresciuto a Milano. Fin da bambino ad accompagnarmi c’è (quasi) sempre stato un pianoforte. E da musicista la parola d’ordine non può che essere una: armonia. Con se stessi, con gli altri, con la natura. Sarà la giovane età, sarà che sono nato in una delle città più inquinate d’Italia, il rispetto per l’ambiente che ci circonda è diventata la stella polare che orienta le mie scelte, dalla spesa che privilegia il più possibile prodotti a filiera corta all’attenzione maniacale quando si fa la raccolta differenziata. Considero un’autentica vocazione poter condividere e trasmettere una filosofia di vita che abbia al centro la sostenibilità e la ricerca del benessere. Nel giornalismo ho trovato il mezzo ideale.