Latte biologico: cos’è e quale normativa lo regola? Ecco cosa devi sapere prima di acquistarlo

Cosa rende un prodotto come il latte davvero biologico? E quali sono i criteri a cui è necessario attenersi per poter avere la certificazione dell’Unione europea? Ecco qualche indicazione utile per fare chiarezza tra definizioni e normative.
Sara Del Dot 1 gennaio 2019

Ormai la febbre del biologico si è diffusa a macchia d’olio. Rovistiamo tra gli scaffali dei supermercati alla ricerca delle confezioni con stampata la fogliolina verde dell’Unione europea, siamo attratti dalle scatole verdi che ci ricordano la natura. Convinti che contengano cibo migliore, più sano, più rispettoso dell’ambiente e dell’ecosistema. Ed è certamente così. Il prodotto biologico è superiore a quello industriale, non soltanto per quanto riguarda il prezzo, ma anche e soprattutto in termini di qualità.

Logo di certificazione biologica dell’Unione europea

Ma saresti capace di elencare almeno 3 caratteristiche che rendono un prodotto davvero biologico? Ti sei mai domandato quali requisiti devono avere determinati alimenti per poter essere certificati come “bio”? E che differenze ci sono tra i vari prodotti biologici? In questo articolo proverò a fare un po’ di ordine, parlando di come è regolato normativamente il prodotto biologico, in particolare il latte.

Cosa rende un prodotto davvero "bio"?

La produzione biologica, per definizione, protegge l’ambiente e il clima, incentiva la biodiversità, rispetta i tempi della natura e le caratteristiche specifiche delle varie specie di animali allevati, limita al massimo l’utilizzo di sostanze chimiche che possano influenzare o alterare il prodotto finale, cerca di seguire i cicli naturali perseguendo un tipo di coltivazione e allevamento sostenibili attraverso l’impiego responsabile delle fonti energetiche.

La fabbricazione, l’etichettatura e il controllo dei prodotti biologici sono disciplinati dal regolamento comunitario 834/2007 e dalle disposizioni attuative contenute nel Reg. CE n. 889/2008, che stabilisce norme specifiche e requisiti per la produzione di alimenti di questo tipo. Il sistema europeo di certificazione garantisce la totale tracciabilità del prodotto, così su ogni alimento prodotto nei Paesi membri dell’Unione europea è possibile reperire tutte le informazioni per ricostruire la filiera da cui proviene.

La normativa che disciplina la produzione del latte biologico

Parlando nello specifico del latte, all’interno del già citato Reg. CE. n. 889/2008 è possibile individuare alcune direttive importanti che fanno sì che il latte prodotto da una determinata azienda agricola possa essere considerato, e quindi certificato, biologico.

Naturalmente si parte sempre dalla salute dell’animale che produrrà il latte, e che quindi deve essere cresciuto e allevato secondo standard che rispecchino i criteri della produzione biologica.

Di seguito, un elenco dei requisiti che deve avere un’azienda per certificare la produzione di latte biologico:

  • Il bestiame deve essere alimentato al pascolo, o in alternativa con foraggi e mangimi biologici e provenienti preferibilmente dalla stessa azienda. Gli animali che producono il latte biologico dovranno mangiare alimenti sani, selezionati, che non contengono additivi così da non influenzare il latte prodotto.
  • Gli animali non devono essere alimentati in maniera forzata, ma secondo i loro ritmi.
  • L’illuminazione a cui sono sottoposti deve essere naturale e non artificiale.
  • È preferibile che le razze scelte per la produzione siano autoctone, e quindi maggiormente adattabili all’ambiente circostante, e che siano selezionate anche sulla base di vitalità e resistenza naturale alle malattie.
  • Devono avere a disposizione spazio sufficiente per muoversi liberamente, sdraiarsi, dormire, un’areazione abbondante.
  • È necessario che l’allevatore tenga conto delle esigenze specifiche della specie, della razza, del comportamento e dell’età dell’animale.
  • Gli esemplari più giovani devono essere nutriti con latte materno e non artificiale.
  • Non possono essere in nessun caso somministrati medicinali veterinari allopatici o antibiotici per trattamenti preventivi, ed è vietato l’uso di ormoni o sostanze chimiche finalizzate ad aumentare la produttività in modo artificiale.
  • Nel corso della produzione, il produttore deve rendersi sempre disponibile a controlli dell’attività per consentire la verifica del rispetto del regolamento.