video suggerito
video suggerito
27 Luglio 2020
14:30

Lezioni dalla pandemia: il Vietnam decide di bloccare il traffico di animali selvatici

Il governo dello stato del sud-est asiatico, tra i principali crocevia per il traffico internazionale di fauna selvatica insieme alla Cina, ha imposto il divieto alle importazioni di esemplari vivi o morti e di prodotti derivati, annunciando di voler chiudere tutti i mercati illegali nel Paese.

767 condivisioni
Lezioni dalla pandemia: il Vietnam decide di bloccare il traffico di animali selvatici
Immagine

Sull'origine naturale del coronavirus SARS-CoV-2 la comunità scientifica non ha molti dubbi: il virus ha fatto il salto di specie dal pipistrello all'uomo passando da un ospite intermedio, forse il pangolino, tra le vittime principali del commercio illegale di animali selvatici. E se davvero tutto è partito da un wet market di Wuhan, in Cina, allora è arrivato il momento di dire basta a traffici che arrecano gravi danni alla natura e alterano gli equilibri millenari di interi ecosistemi. Perché si tratta anche di una questione di sicurezza internazionale e di salute pubblica.

Probabilmente hanno fatto questo ragionamento gli esponenti del governo del Vietnam, che ha emanato una nuova direttiva (la n. 29 / CT-TTg), con cui si vieta la vendita di animali selvatici protetti nei wet market e si sospende l’importazione di animali selvatici vivi o morti, comprese loro parti e prodotti derivati. Nessun cittadino potrà possedere e commercializzare animali selvatici o prodotti derivati né potrà vendere o consumare la loro carne. In più, il governo di Hanoi ha promesso di chiudere tutti i mercati illegali presenti nel Paese e di rafforzare i controlli alle dogane.

Il Vietnam è un importante piazza di scambio per i trafficanti di prodotti derivati da animali selvatici: parliamo dell'avorio di elefante, del corno di rinoceronte, delle scaglie di pangolino eccetera. Già a febbraio 14 Ong, tra cui Traffic, la principale organizzazione a livello mondiale che si batte contro il traffico illegale di fauna selvatica, avevano indirizzato una lettera al governo vietnamita chiedendo un’azione incisiva per fermare il commercio illegale di animali selvatici e per proteggere il Paese da future pandemie. Un provvedimento simile a quello del Vietnam è stato preso anche in Cina, il più grande mercato al mondo di prodotti illegali provenienti dalla fauna selvatica.

Laureato in lettere e giornalista professionista, sono nato e cresciuto a Milano. Fin da bambino ad accompagnarmi c’è (quasi) sempre stato un pianoforte. E da musicista la parola d’ordine non può che essere una: armonia. Con se stessi, con gli altri, con la natura. Sarà la giovane età, sarà che sono nato in una delle città più inquinate d’Italia, il rispetto per l’ambiente che ci circonda è diventata la stella polare che orienta le mie scelte, dalla spesa che privilegia il più possibile prodotti a filiera corta all’attenzione maniacale quando si fa la raccolta differenziata. Considero un’autentica vocazione poter condividere e trasmettere una filosofia di vita che abbia al centro la sostenibilità e la ricerca del benessere. Nel giornalismo ho trovato il mezzo ideale.