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19 Marzo 2019
13:00

Liberata la gru cenerina vittima di bracconaggio: era stata recuperata a dicembre nel bresciano

Ha potuto ricominciare a volare in libertà grazie a tutti i volontari e gli esperti che si sono presi cura di lei in questi mesi. La rarissima gru cenerina a cui alcuni bracconieri avevano sparato lo scorso dicembre, ora è dotata di Gps per segnalare i suoi spostamenti e le sue condizioni di salute.

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Liberata la gru cenerina vittima di bracconaggio: era stata recuperata a dicembre nel bresciano
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Il bracconaggio è un’attività spregevole, soprattutto quando finisce per colpire specie protette e in via di estinzione. Per questo, la notizia di un salvataggio rappresenta un positivo segnale di speranza per tutte le migliaia gli animali selvatici che ogni anno sono vittime di questa pratica terribile e, soprattutto, illegale.

A questa gru, avevano sparato con un fucile e fratturato un’ala poco prima di Natale. Ma alcuni cittadini avevano segnalato la sua presenza alla polizia e alle guardie volontarie del Wwf, così era riuscita a salvarsi. Recuperata dal fosso in cui era precipitata con 3 pallini di piombo nel corpo, in seguito a due interventi chirurgici e due mesi di degenza, finalmente ha potuto ricominciare a volare in libertà.

La rarissima Gru cenerina (Grus Grus L.) trovata ferita lo scorso dicembre nella bassa pianura bresciana, precisamente sul territorio del Comune di Dello, è stata finalmente rilasciata dal Centro di recupero animali selvatici di Valpredina del Wwf, i cui operatori in questi mesi si sono presi cura di lei. Si tratta infatti di un esemplare femmina, alta 120 centimetri e dotata di un’apertura alare di 2 metri. Per tenerne monitorati condizioni di salute e spostamenti, al momento della liberazione avvenuta nel Parco Regionale del Delta del Po in Provincia di Ferrara, le è stato applicato un Gps a energia solare che trasmetterà dati molto utili per lo studio e la conservazione di questa specie protetta.

Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco e imparato a riconoscere alcune piante velenose. Ho imparato la musica perché fa bene all’anima. Ho vissuto in due grandi città a cui mi sono abituata a volte più in fretta, altre volte meno, ma dove i miei posti preferiti erano sempre i parchi. Ho studiato giornalismo perché volevo che aiutare le persone a capire alcuni aspetti del mondo diventasse la mia professione. Credo che il rispetto della natura, dell’ambiente in cui ci muoviamo ogni giorno e delle persone che con noi lo abitano sia fondamentale per vivere bene, per noi stessi e per gli altri.