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6 Settembre 2019
18:00

L’inquinamento mette a rischio anche la salute dei pinguini

I ricercatori dell'università di Siena e del Museo Nazionale dell’Antartide, in collaborazione con l'università di Plymouth, hanno analizzato i campioni di sangue di 19 pinguini e hanno riscontrato delle anomalie genetiche e a livello del sistema immunitario. Questi sono degli importanti indicatori biologici per valutare l'impatto che sta avendo l'attività umana sull'ecosistema antartico.

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L’inquinamento mette a rischio anche la salute dei pinguini
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Sono gli animali simbolo dell'Antartide, come l'orso polare lo è per l'Artide. Di chi stiamo parlando? Dei pinguini, ovviamente. Anche loro purtroppo sono una delle tante specie animali che potrebbero cadere vittima dei cambiamenti climatici e dell'inquinamento causato dall'uomo. I ricercatori dell'Università di Siena e del Museo Nazionale dell’Antartide, in collaborazione con l’Università inglese di Plymouth, hanno voluto vederci chiaro e hanno condotto uno studio i cui risultati sono allarmanti.

Hanno effettuato nel periodo 2014-2015 dei prelievi di sangue su un campione di 19 pinguini dalla colonia di Edmonson Point, nel mare di Ross, che è considerata un'Aspa (Antarctic Specially Protected Area), cioè un'area protetta del continente dell'Antartide. Questa regione infatti ospita il 38% della popolazione mondiale dei pinguini Adelia, una specie chiave per l'ambiente antartico. Il materiale raccolto è stato analizzato in laboratorio e gli studiosi hanno notato delle anomalie a livello genetico e alterazioni del sistema immunitario che potrebbero portare i pinguini a sviluppare anche forme cancerogene sul lungo periodo.

Come al solito, il principale responsabile di tutto ciò è l'uomo. La sua presenza sempre più invadente, anche in un angolo remoto come il mare di Ross (dove negli ultimi 20 anni si sono incrementati l'attività di pesca e perfino il turismo), sta alterando il delicato ecosistema antartico: la perdita di habitat dovuta all'inquinamento atmosferico e marino e al riscaldamento globale – fanno notare gli autori della ricerca – porta i pinguini a sperimentare stress ambientali inediti che alla lunga possono influenzare lo stato di salute degli animali.

Gli esperti prevedono un aumento dei fattori di stress ambientale nel futuro prossimo. La loro ricerca per valutare il potenziale impatto sulla salute dei pinguini proseguirà anche grazie alla disponibilità dei campioni di sangue prelevati in tre differenti popolazioni durante le ultime due campagne antartiche condotte tra il 2017 e il 2019. Così come per salvaguardare l'orso polare, ciò che servirebbe sarebbe il raggiungimento della neutralità climatica e lo stop all'inquinamento dll'Artico.

Fonte | "Erythrocytes nuclear abnormalities and leukocyte profile of the immune system of Adélie penguins (Pygoscelis adeliae) breeding at Edmonson Point, Ross Sea, Antarctica" pubblicato su Polar Biology il 26 giugno 2019

Laureato in lettere e giornalista professionista, sono nato e cresciuto a Milano. Fin da bambino ad accompagnarmi c’è (quasi) sempre stato un pianoforte. E da musicista la parola d’ordine non può che essere una: armonia. Con se stessi, con gli altri, con la natura. Sarà la giovane età, sarà che sono nato in una delle città più inquinate d’Italia, il rispetto per l’ambiente che ci circonda è diventata la stella polare che orienta le mie scelte, dalla spesa che privilegia il più possibile prodotti a filiera corta all’attenzione maniacale quando si fa la raccolta differenziata. Considero un’autentica vocazione poter condividere e trasmettere una filosofia di vita che abbia al centro la sostenibilità e la ricerca del benessere. Nel giornalismo ho trovato il mezzo ideale.