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7 Marzo 2024
16:43

Lo yogurt riduce il rischio di diabete tipo 2, negli Usa sarà scritto sulle etichette. Il nutrizionista: “Vero, ma dentro una dieta sana e completa”

La Fda statunitense non si opporrà all'indicazione dell'associazione tra lo yogurt (bianco) e il ridotto rischio di diabete di tipo 2, nonostante le prove scientifiche siano credibili ma limitate. Il dottor Simone Gabrielli ha spiegato però che i benefici di questo alimento vanno considerate all'interno di una alimentazione sana ed equilibrata e di un corretto stile di vita.

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Lo yogurt riduce il rischio di diabete tipo 2, negli Usa sarà scritto sulle etichette. Il nutrizionista: “Vero, ma dentro una dieta sana e completa”
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Lo yogurt fa bene. Così tanto che potresti vederlo scritto pure sulle etichette.

Succederà sicuramente negli Stati Uniti dopoché la Food And Drug Administration ha deciso che i produttori possono scrivere sui proprio prodotti che lo yogurt può ridurre il rischio di diabete di tipo 2.

Tutto vero, anche se è necessaria una certa dose di cautela. È la stessa agenzia a sottolineare, infatti, che le indicazioni sanitarie devono essere formulate in modo da non fuorviare i consumatori. Sì, perché le prove esistono ma sono limitate.

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Anche il dottor Simone Gabrielli, biologo nutrizionista leggendo con noi la notizia giunta dagli Usa ha voluto mettere due puntini belli grossi sulle «I».

Il primo è un richiamo alla precisione perché non non tutti gli yogurt sono alleati indiscutibili della nostra salute: “Bisogna preferire gli yogurt bianchi a cui non è stato aggiunto zucchero perché altrimenti si rischierebbe di eccedere con gli zuccheri liberi nella dieta”.

Il rischio infatti è quello di ottenere il risultato opposto dal momento che il diabete è una malattia che dipende proprio dall’elevata presenza di zuccheri nel sangue (la cosiddetta iperglicemia).

carenza farmaci diabete

Le stesse parole della Fda sono comunque impregnate di prudenza. Pur accertata la credibilità di prove scientifiche a sostegno del legame tra il consumo di yogurt e la riduzione del rischio di diabete di tipo 2, si tratterebbe di prove limitate.

Nella nota si legge infatti che l’indicazione «non soddisfa lo standard più rigoroso di accordo scientifico significativo richiesto per un’indicazione sulla salute autorizzata». Non per niente, infatti, l’Agenzia non ha dato alcuna autorizzazione dichiarando invece che «non intende opporsi all’uso di alcune indicazioni sanitarie qualificate».

Le prove alla base dell’associazione rilevata terrebbero conto dello yogurt come alimento e non avrebbero analizzato i singoli nutrienti o composti presenti nello yogurt, come grassi e zuccheri appunto, che invece sono connessi ad altre patologie e disturbi della salute.

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Per il dottor Gabrielli è necessaria poi anche una comunicazione completa perché se è vero che prove scientifiche sembrano dimostrare che lo yogurt previene il diabete di tipo 2, il tutto avviene all’interno di “in un contesto di sana alimentazione e corretto stile di vita. Il consiglio è di almeno 3 porzioni di yogurt a settimana per avere degli effetti preventivi (come ribadito anche dalla Fda) oltre alla sana alimentazione nel suo complesso, ci tengo a ribadirlo. Da soli, gli alimenti non sono miracolosi bisogna sempre vedere la dieta nel suo insieme”.

Trovare una simile indicazione sull’etichetta, a detta del nutrizionista, potrebbe essere una buona idea, un rinforzo utile per spingere sempre più persone a prendersi cura della propria alimentazione e quindi della propria salute. “Spero però che la gente capisca che non basta mangiare yogurt per prevenire il diabete di tipo 2. Serve alimentarsi bene e in maniera equilibrata senza tralasciare l’attività fisica. Insomma: solo uno stile di vita più sano in generale può contribuire alla nostra salute”.

Giornalista fin dalla prima volta che ho dovuto rispondere alla domanda “Cosa vuoi fare da grande”. Sulla carta, sono pubblicista dal 2014, prima ho studiato Lettere a Milano e Comunicazione della Scienza alla Sissa di Trieste, in mezzo ho imparato a correre maratone.  Ho una sola regola, credere nel rispetto di me stesso, degli altri e dell'ambiente in cui ci ritroviamo. E cerco di farlo con il sorriso, sempre. Durante le mie giornate cerco di star dietro alla curiosità galoppante che mi porta a spulciare tra le pagine di scienza e a curiosare tra le novità al cinema, a scartabellare dati e a leggere pigne di libri. È un lavoro difficile ma divertente e soprattutto lungo. Perché si sa, in ognuno di noi c’è sempre una nuova frontiera da scoprire.