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13 Dicembre 2019
13:00

Maxi sequestro in tutta Italia di sacchetti di plastica irregolari non biodegradabili

Un'operazione congiunta della Guardia di finanza e del Comando Unità Forestali Ambientali e Agroalimentari dei Carabinieri ha portato al sequestro di 2,1 milioni di sacchetti di plastica illegali: proprio quelli non biodegradabili che si ritrovano in mare e rappresentano un pericolo per la salute di tartarughe e di altri animali.

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Maxi sequestro in tutta Italia di sacchetti di plastica irregolari non biodegradabili
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Spiagge stracolme di rifiuti, balene morte con decine di chili di spazzatura nello stomaco. La plastica sta avvelenando gli ecosistemi marini e il problema delle microplastiche (che si trovano nell'acqua che beviamo e nei pesci che mangiamo) riguarda direttamente la salute di noi esseri umani. L'Unione Europea, come ben sai, è in prima linea nella lotta contro la plastica monouso ed entro il 2021 i vari paesi membri, tra cui l'Italia, dovranno recepire la direttiva che vieta la produzione e la commercializzazione di alcuni articoli in plastica usa e getta, come cannucce, bicchieri e posate.

Eppure, nonostante tutto questo, c'è ancora chi pensa bene di fare affari con la plastica illegale. Un'operazione congiunta condotta sull'intero territorio nazionale dalla Guardia di Finanza e dal Comando Unità Forestali Ambientali e Agroalimentari dell'Arma dei Carabinieri, denominata "Borse ultraleggere", ha portato al sequestro di 2,1 milioni di sacchetti di plastica non a norma, destinati a contenere prodotti alimentari sfusi, e di circa 13.900 chilogrammi di materiale plastico. I sacchetti sono stati sequestrati in 97 punti vendita e filiali in franchising di una nota catena di prodotti ittici surgelati con sede a Milano.

Come devono essere i sacchetti di plastica

Nei controlli effettuati dai militari è emersa la difformità delle buste rispetto alle leggi attualmente vigenti: non avevano infatti la certificazione di biodegradabilità, compostabilità e rinnovabilità. Più nel dettaglio, per risultare conformi agli standard europei di ecocompatibilità, i normali sacchetti devono raggiungere in 180 giorni la percentuale minima del 90% di biodegradazione. In pratica, devono quasi scomparire nel giro di sei mesi. I sacchetti di plastica, invece, impiegano secoli per biodegradarsi. E tutti noi ormai conosciamo bene i danni che arrecano all'ambiente.

Laureato in lettere e giornalista professionista, sono nato e cresciuto a Milano. Fin da bambino ad accompagnarmi c’è (quasi) sempre stato un pianoforte. E da musicista la parola d’ordine non può che essere una: armonia. Con se stessi, con gli altri, con la natura. Sarà la giovane età, sarà che sono nato in una delle città più inquinate d’Italia, il rispetto per l’ambiente che ci circonda è diventata la stella polare che orienta le mie scelte, dalla spesa che privilegia il più possibile prodotti a filiera corta all’attenzione maniacale quando si fa la raccolta differenziata. Considero un’autentica vocazione poter condividere e trasmettere una filosofia di vita che abbia al centro la sostenibilità e la ricerca del benessere. Nel giornalismo ho trovato il mezzo ideale.