New Safe Confinement: il sarcofago di Chernobyl contro le sostanze tossiche della centrale nucleare

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È la più grande struttura mobile mai realizzata al mondo ed è stata posta sopra la vecchia copertura in piombo e cemento che conteneva il reattore 4 della centrale nucleare di Chernobyl. Al momento rappresenta il rimedio più efficace per contenere le sostanze tossiche che nel 1986 sono fuoriuscite dal reattore.

Era la notte del 26 aprile 1986 quando nella centrale nucleare di Chernobyl scoppiò l’inferno. A causa di una serie di imprudenze del personale operativo di quella notte, il reattore 4 esplose provocando una fuoriuscita di materiali radioattivi che si espansero sulle città vicine e, in seguito, raggiunsero varie zone in tutta Europa, ponendole tutte a rischio contaminazione. Oggi, Chernobyl è un luogo fantasma, in cui è ancora percepibile la tragedia che ha provocato 65 vittime accertate e migliaia di casi di tumore.

Per proteggere il reattore distrutto e contenere in modo efficace tutte le scorie radioattive, poco dopo il disastro era stato costruito un contenitore in piombo e cemento. Ma circa due anni fa un nuovo “sarcofago” protettivo è stato installato, proprio sopra quello vecchio. Si tratta di un’enorme struttura in acciaio e cemento necessaria a coprire completamente il reattore 4 e contenere le sostanze ancora estremamente dannose che contiene. L’hanno chiamato New Safe Confinement e rappresenta la più grande struttura mobile mai realizzata al mondo. Per costruirlo, la Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo ha investito circa un miliardo e mezzo di euro.

Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco e imparato a riconoscere alcune piante velenose. Ho imparato la musica perché fa bene all’anima. Ho vissuto in due grandi città a cui mi sono abituata a volte più in fretta, altre volte meno, ma dove i miei posti preferiti erano sempre i parchi. Ho studiato giornalismo perché volevo che aiutare le persone a capire alcuni aspetti del mondo diventasse la mia professione. Credo che il rispetto della natura, dell’ambiente in cui ci muoviamo ogni giorno e delle persone che con noi lo abitano sia fondamentale per vivere bene, per noi stessi e per gli altri.