New Safe Confinement: il sarcofago di Chernobyl contro le sostanze tossiche della centrale nucleare

È la più grande struttura mobile mai realizzata al mondo ed è stata posta sopra la vecchia copertura in piombo e cemento che conteneva il reattore 4 della centrale nucleare di Chernobyl. Al momento rappresenta il rimedio più efficace per contenere le sostanze tossiche che nel 1986 sono fuoriuscite dal reattore.

10 Giugno 2019
14:00
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New Safe Confinement: il sarcofago di Chernobyl contro le sostanze tossiche della centrale nucleare
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Era la notte del 26 aprile 1986 quando nella centrale nucleare di Chernobyl scoppiò l’inferno. A causa di una serie di imprudenze del personale operativo di quella notte, il reattore 4 esplose provocando una fuoriuscita di materiali radioattivi che si espansero sulle città vicine e, in seguito, raggiunsero varie zone in tutta Europa, ponendole tutte a rischio contaminazione. Oggi, Chernobyl è un luogo fantasma, in cui è ancora percepibile la tragedia che ha provocato 65 vittime accertate e migliaia di casi di tumore.

Per proteggere il reattore distrutto e contenere in modo efficace tutte le scorie radioattive, poco dopo il disastro era stato costruito un contenitore in piombo e cemento. Ma circa due anni fa un nuovo “sarcofago” protettivo è stato installato, proprio sopra quello vecchio. Si tratta di un’enorme struttura in acciaio e cemento necessaria a coprire completamente il reattore 4 e contenere le sostanze ancora estremamente dannose che contiene. L’hanno chiamato New Safe Confinement e rappresenta la più grande struttura mobile mai realizzata al mondo. Per costruirlo, la Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo ha investito circa un miliardo e mezzo di euro.

Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco e imparato a riconoscere alcune piante velenose. Ho imparato la musica perché fa bene all’anima. Ho vissuto in due grandi città a cui mi sono abituata a volte più in fretta, altre volte meno, ma dove i miei posti preferiti erano sempre i parchi. Ho studiato giornalismo perché volevo che aiutare le persone a capire alcuni aspetti del mondo diventasse la mia professione. Credo che il rispetto della natura, dell’ambiente in cui ci muoviamo ogni giorno e delle persone che con noi lo abitano sia fondamentale per vivere bene, per noi stessi e per gli altri.