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5 Luglio 2024
10:00

Non tagliare (troppo) l’erba del prato: i motivi per cui non dovresti farlo

L'abitudine a tagliare il prato in primavera ed estate è consolidata e normale, ma se ti dicessimo che non è così sostenibile come sembra?

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Non tagliare (troppo) l’erba del prato: i motivi per cui non dovresti farlo
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I giardini cosiddetti all'inglese sono bellissimi da vedere, niente da obiettare. Ma l'erba tagliata così finemente nasconde risvolti non troppo positivi.

I motivi per i quali sarebbe meglio tenerla lunga riguardano la sostenibilità e il rispetto dell'ambiente: i classici tappeti erbosi regolari e cortissimi, infatti, non permettono alla biodiversità di prosperare al suo meglio e soprattutto causano la morte di numerosissime specie di insetti.

Ecco dunque perché dovresti considerare di lasciare il prato un po' più incolto, godendoti la decadenza estetica di un giardino più rigoglioso, disordinatamente romantico e ricchissimo di fiori, insetti e organismi fondamentali per l'ecosistema.

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Il nettare per gli impollinatori

I prati, con i loro fiori, sono una fonte primaria di polline per le api e gli insetti impollinatori. La pratica del taglio dell'erba ha fatto sì che questo nettare diminuisse drasticamente: come fanno sapere dall'associazione No Mow May, si stima che dal 1930 si siano persi 7,5 milioni di acri di prati e giardini fioriti. Per comprendere l'importanza di questi numeri, sappi che in un solo giorno estivo, un acro di prato può contenere 3 milioni di fiori, corrispondenti a un chilogrammo di polline.

I piccoli animali

Oltre ai fiori ricchi di polline (e quindi fondamentali per la vita sul pianeta, dal momento che le api trasportano poi il polline per consentire la riproduzione delle piante), i prati erbosi sono casa per un numero grandissimo di piccoli animali e insetti. Le specie sono moltissime: le api, i grilli, le rane, le farfalle, le lucciole, gli uccellini, i lombrichi, le formiche, i ricci… Tagliando l'erba non solo li si uccide, ma si negano loro rifugio e nutrimento.

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Il riscaldamento del terreno

Un po' come avviene in città (dove i viali alberati permettono di ridurre la temperatura dei quartieri), anche in natura la flora aiuta ad abbassare i gradi. Un terreno coperto da un prato fine con erba corta è molto più caldo rispetto a un giardino nel quale i fili d'erba tenuti più lunghi riducono la temperatura, grazie all'ombra proiettata. E non si tratta di un fatto minimale, ma di una modalità di mitigazione del clima davvero importante.

Il combustibile

Infine, non dimentichiamo che per tagliare l'erba è necessario utilizzare tosaerba e decespugliatori che per funzionare hanno bisogno di benzina o diesel. Anche se sembrano quantità irrisorie, sommando tutti i macchinari che ogni estate singolarmente vengono sfruttati per il taglio dei prati, i litri di combustibile non sono indifferenti.

Come fare, allora?

Alcune associazioni, come No Mow May, suggeriscono di evitare di tagliare i prati quantomeno nella stagione primaverile, almeno fino a maggio inoltrato, per far sì che gli insetti impollinatori e tutti gli altri organismi abbiano la possibilità di svolgere le loro funzioni in maniera armoniosa e indisturbata.

E, in generale, puoi tagliare l'erba una volta di meno, oppure dedicare un'ampia area del tuo giardino a questa biodiversità, delimitandola ed evitando di tagliare l'erba in quella determinata zona.

(Articolo scritto da Sara Polotti l'8 agosto 2022
Modificato da Kevin Ben Alì Zinati il 2 luglio 2024)

Giornalista fin dalla prima volta che ho dovuto rispondere alla domanda “Cosa vuoi fare da grande”. Sulla carta, sono pubblicista dal 2014, prima ho studiato Lettere a Milano e Comunicazione della Scienza alla Sissa di Trieste, in mezzo ho imparato a correre maratone.  Ho una sola regola, credere nel rispetto di me stesso, degli altri e dell'ambiente in cui ci ritroviamo. E cerco di farlo con il sorriso, sempre. Durante le mie giornate cerco di star dietro alla curiosità galoppante che mi porta a spulciare tra le pagine di scienza e a curiosare tra le novità al cinema, a scartabellare dati e a leggere pigne di libri. È un lavoro difficile ma divertente e soprattutto lungo. Perché si sa, in ognuno di noi c’è sempre una nuova frontiera da scoprire.