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8 Agosto 2019
11:15

Il riscaldamento globale causerà fame, migrazioni e guerre: lo afferma il nuovo report IPCC

Presentato questa mattina a Ginevra il nuovo rapporto dell’IPCC su cambiamento climatico e territorio. Secondo il comitato scientifico, aumenteranno i fenomeni di migrazione, le guerre e i conflitti soprattutto nei Paesi in via di sviluppo.

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Il riscaldamento globale causerà fame, migrazioni e guerre: lo afferma il nuovo report IPCC
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Questa mattina a Ginevra è stato presentato il nuovo rapporto dell’IPCC, Intergovernmental panel on climate change, dal titoloCambiamento climatico e territorio: rapporto IPCC su cambiamento climatico, desertificazione, degradazione del suolo, gestione sostenibile del territorio, sicurezza alimentare, gas serra e negli ecosistemi terrestri.”

Questa pubblicazione segue quella diffusa lo scorso ottobre, diventata celeberrimo punto di riferimento per le battaglie ambientali che hanno caratterizzato quest’anno, in cui il comitato scientifico dell’Onu sul clima aveva lanciato l’allarme della possibilità per la temperatura terrestre di superare gli 1,5 gradi rispetto ai livelli pre-industriali dandoci circa 11 anni per invertire la rotta e salvare il Pianeta dalla deriva climatica.

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Questo nuovo rapporto analizza gli effetti che le nostre attività di consumo e sfruttamento del suolo hanno avuto sui cambiamenti climatici e in che modo questi ultimi stiano agendo sulla Terra.

In pratica, il progressivo aumento della temperatura dovuto al riscaldamento globale aumenterà la siccità e le piogge estreme compromettendo raccolti, allevamenti, riserve di acqua e quindi riducendo in maniera consistente i mezzi di economia e sostentamento di tantissime popolazioni, in particolare appartenenti ai paesi più poveri come Asia e Africa. Questa situazione provocherà meno sicurezza alimentare, migrazioni di massa e guerre civili a causa di fame e spostamenti. Le più compromesse saranno le zone tropicali, ma anche i Paesi del Mediterraneo saranno sottoposti a forte rischio desertificazione e incendi.

Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco e imparato a riconoscere alcune piante velenose. Ho imparato la musica perché fa bene all’anima. Ho vissuto in due grandi città a cui mi sono abituata a volte più in fretta, altre volte meno, ma dove i miei posti preferiti erano sempre i parchi. Ho studiato giornalismo perché volevo che aiutare le persone a capire alcuni aspetti del mondo diventasse la mia professione. Credo che il rispetto della natura, dell’ambiente in cui ci muoviamo ogni giorno e delle persone che con noi lo abitano sia fondamentale per vivere bene, per noi stessi e per gli altri.