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14 Agosto 2020
14:00

Orsi in Trentino: dopo l’incontro tra Maurizio Fugatti e Sergio Costa l’ipotesi abbattimento è sempre più lontana

No all’abbattimento dei plantigradi e totale apertura alla discussione per una gestione che sia la migliore possibile per tutti. L’incontro avvenuto tra il ministro dell’Ambiente Sergio Costa e il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti si è concluso con la decisione di istituire un comitato scientifico per controllare la situazione e valutare il da farsi.

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Orsi in Trentino: dopo l’incontro tra Maurizio Fugatti e Sergio Costa l’ipotesi abbattimento è sempre più lontana
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Finalmente il tanto atteso incontro è avvenuto. Il ministro dell’Ambiente Sergio Costa e il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti si sono visti a Roma il 12 agosto per discutere della gestione dell’orso sulle montagne trentine, accompagnati dall’assessora all’Agricoltura Giulia Zanotelli e dal capo del corpo forestale Romano Masé.

Un incontro che è stato definito distensivo e soddisfacente, dove sono stati affrontati tutti i nodi che negli ultimi mesi erano venuti al pettine riguardo la gestione dei grandi carnivori tra le montagne del Nord Italia. L’obiettivo dei due politici era quello di trovare soluzioni comuni e condivise per risolvere una volta per tutte i punti di domanda sulla gestione dell’orso.

In un comunicato rilasciato dall’ufficio stampa del Ministero, è stata dichiarata la decisione di aprire un comitato scientifico tra Ministero dell’Ambiente, Ispra e la provincia autonoma di Trento per mantenere una visione d’insieme del fenomeno e valutare insieme tutti gli aspetti caso per caso. Come quello degli orsi problematici, in particolare M49 (Papillon) e JJ4 (Gaia) per i quali il NO all’abbattimento da parte del Ministero è rimasto ferreo, aprendo alla comunicazione per trovare altri modi di gestire la questione.

Niente uccisioni, quindi, gli orsi trentini per ora sono salvi. E finalmente di ogni mossa da ora in avanti si discuterà insieme per una gestione del territorio sempre migliore ed effettuata con l’ausilio di esperti e voci diverse.

Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco e imparato a riconoscere alcune piante velenose. Ho imparato la musica perché fa bene all’anima. Ho vissuto in due grandi città a cui mi sono abituata a volte più in fretta, altre volte meno, ma dove i miei posti preferiti erano sempre i parchi. Ho studiato giornalismo perché volevo che aiutare le persone a capire alcuni aspetti del mondo diventasse la mia professione. Credo che il rispetto della natura, dell’ambiente in cui ci muoviamo ogni giorno e delle persone che con noi lo abitano sia fondamentale per vivere bene, per noi stessi e per gli altri.