Agricoltura sinergica: cos’è, com’è nata e i primi passi per iniziare un orto che rispetta la natura

L’agricoltura sinergica tiene conto esclusivamente dei tempi e delle necessità della natura, ma soprattutto della capacità delle piante di aiutarsi a vicenda senza bisogno dell’intervento umano. Ma com’è nato questo metodo? L’agronoma Emilia Hazelip ne è considerata l’ideatrice, ma i suoi principi erano ispirati a concetti nati in precedenza: scopriamo le origini di questo tipo di agricoltura e i passaggi per iniziare un orto sinergico.
Sara Del Dot 2 Novembre 2019

Le origini dell'agricoltura sinergica risalgono addirittura alla fine degli Anni 70, quando l'agronoma spagnola Emilia Hazelip cominciò le sue ricerche che condussero allo sviluppo di questo metodo di coltivazione totalmente naturale, che rinuncia all'intervento dell'uomo per fare sì che la natura faccia il suo corso.

Le conoscenze che Hazelip ha contribuito a diffondere hanno permesso a moltissime persone in tutto il mondo di scoprire cos'è un orto sinergico, un tema del quale ti abbiamo già ampiamente parlato. Tuttavia, magari non sai ancora che i principi alla base di questo tipo di coltivazione non sono stati inventati dal nulla, ma derivano da concetti nati in precedenza, come quello di agricoltura naturale (o agricoltura del non fare) e di permacultura.

Facciamo allora un passo indietro per capire com'è nata l'agricoltura sinergica e quali sono i primi passaggi da fare per iniziare un orto sinergico nel giardino o in un pezzo di terreno a poca distanza da casa tua.

Cos'è l'agricultura sinergica

È inevitabile partire dal nome di Emilia Hazelip quando si parla di agricoltura sinergica. L'agronoma spagnola è infatti considerata l'ideatrice di questo metodo di coltivazione basato essenzialmente sul fare il meno possibile, lasciando che il suolo di regoli autonomamente sfruttando quegli equilibri tra diversi organismi che esistono già in natura. Tuttavia, i principi messi a punto da Hazelip erano in realtà ispirati da quelli già contenuti nei concetti di agricoltura del non fare e permacultura, rispettivamente diffusi da Masanobu Fukuoka e Bill Mollison insieme a David Holmgren.

Le idee principali della permacultura che Hazelip "trasportò" poi nell'agricoltura sinergica riguardano la possibilità di riuscire a ottenere dal suolo le risorse necessarie pur preservando gli ecosistemi naturali o, in altre parole, ridurre l'impatto dell'uomo su questi ambienti con l'ulteriore vantaggio di migliorarne la produzione.

Dall'agricoltura del non fare (o agricoltura naturale), invece, Hazelip apprese come il suolo e gli organismi che vi crescono fossero in grado di autogestirsi senza l'intervento dell'uomo, che quindi non ha bisogno di intervenire in alcun modo, se non per la semina e la raccolta.

Adattando poi queste idee al clima mediterraneo, l'agronoma sviluppò il modello agricolo che è conosciuto e utilizzato oggi per realizzare un orto sinergico: vediamo come si fa.

Come iniziare un orto sinergico

Tuttavia, per iniziare un orto sinergico qualche passaggio “umano” deve essere fatto per forza, dalla preparazione del terreno fino alla piantumazione e alla realizzazione delle varie associazioni, in modo da avviare un sistema che sia poi spontaneo e autonomo, in cui le varie colture si aiutino a vicenda nel corso della crescita bilanciando la propria presenza e proteggendosi l’un l’altra dai parassiti, in modo da rendere superfluo un qualsiasi intervento dell’uomo che possa turbare questo delicato ma perfetto equilibrio. Come si inizia quindi un orto sinergico? Quali sono i primi passi da compiere per permettere poi a questa grande struttura naturale di proseguire nella propria crescita da sola?

Che tipo di terreno?

Il terreno perfetto su cui iniziare il tuo progetto di orto sinergico è un terreno rimasto incolto per almeno 3-4 anni oppure su cui è stata fatta dell’agricoltura biologica in precedenza. Insomma, un terreno che già da tempo è ritornato alla natura ed è quindi già predisposto a un tipo di attività di questo genere. Se però il terreno che hai a disposizione è stato oggetto di erosione, altre colture o di coltivazioni intensive, puoi renderlo adatto all’agricoltura sinergica curandolo per qualche tempo con del compost organico naturale. A questo aggiungi magari delle prime coltivazioni adatte, resistenti e in grado di assorbire e convertire le sostanze chimiche dal terreno.

La cura di un orto sinergico

Ecco cosa devi sapere per curare il tuo orto sinergico.

I bancali

Per preparare il terreno del tuo orto, ti serviranno soltanto un badile, un rastrello e tanta forza di volontà. È fondamentale infatti che il terreno del tuo orto sinergico sia sempre arieggiato e mai compattato. Una volta scelte le zone in cui farai crescere le piante, è il momento di preparare i bancali, che sono delle zolle di terra rialzate rispetto al resto del terreno, sui cui poi verranno fatte crescere le piante, dal momento che il suolo su cui coltiverai non dovrà mai essere calpestato e quindi dovrà distinguersi dalla parte seminata. Il periodo durante la costruzione dei bancali sarà l’unico momento in cui potrai arare e rivoltare il terreno, che dovrà sempre essere soffice e areato. Nel corso della realizzazione dei bancali, in cui prenderai il terriccio per creare queste aiuole rialzate, ti conviene approfittarne per controllare la terra, individuare quali forme di vita ci vivono, cercando di valutarne il grado di fertilità per capire se vada aiutata con del compost o qualche coltivazione specifica. Ah e non dimenticare di eliminare tutte le piante infestanti che potrebbero soffocare le future abitanti dell’orto.

La pacciamatura

Dopo aver realizzato i bancali, c’è un’altra azione che andrebbe compiuta per garantire una crescita sana e corretta al tuo orto sinergico. Si chiama pacciamatura e consiste nel ricoprire il suolo con elementi naturali e secchi come paglia o fieno, che garantiranno una costante idratazione del terreno, proteggendolo dal freddo e dall’aridità, ma anche favorendo il proliferare di elementi organici necessari come piccoli animaletti.

Irrigazione

Il tipo di irrigazione adatto per l’orto sinergico è senza dubbio quello a goccia, perché evita sprechi di risorse idriche, arriva direttamente al suolo e mantiene il terreno costantemente idratato. L’impianto andrà posizionato sotto una decina di centimetri di pacciamatura.

Cosa piantare?

Come dice il nome, l’orto sinergico si basa sulla sinergia tra le piante, per questo è molto importante avere almeno un’idea delle consociazioni necessarie che devono trovarvisi. La cosa certa è che in questo orto non possono assolutamente mancare leguminose o aromatiche. Ricordati che nell’orto non devono mai esserci spazi vuoti, in modo da mantenere il terreno sempre fertile e i bancali coperti in ogni momento dell’anno. Di norma le aromatiche vanno piantate all’esterno dei bancali, dal momento che esercitano una funzione protettiva nei confronti dell’orto. Legumi e altri ortaggi vanno al centro e l’insalata dovrebbe essere porta intorno.

(Modificato da Alessandro Bai il 29-01-21)