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17 Agosto 2019
9:00

Per salvare il Monte Bianco dal troppo caldo verranno investiti 32 milioni nei prossimi 4 anni

Un progetto avviato dai tre Paesi interessati alla salvaguardia del tetto d’Europa, ovvero Francia, Italia e Svizzera. Sette azioni mirate a contrastare gli effetti del cambiamento climatico sul Monte Bianco, la cui temperatura è aumentata di 2 gradi dagli anni Trenta.

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Per salvare il Monte Bianco dal troppo caldo verranno investiti 32 milioni nei prossimi 4 anni
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I cambiamenti climatici non risparmiano niente e nessuno. Nemmeno le cime che superano i 4.000 metri di altezza. È il caso del Monte Bianco, talmente provato dal riscaldamento globale che per la sua salvaguardia sono stati investiti ben 32 milioni di euro per i prossimi quattro anni.

Il progetto, annunciato dal sindaco di Chamonix Eric Fournier, si chiama “Plan climat haute montagne” e coinvolge i tre Paesi su cui il Monte Bianco si trova ovvero Italia, Francia e Svizzera. Ma in cosa consiste esattamente? Nel concreto, si tratta di una serie di misure per contrastare i cambiamenti dovuti al riscaldamento globale sul tetto d’Europa, la cui temperatura è aumentata di 2 gradi dagli anni Trenta. Lo scopo, è ri-adattare le attività del luogo al climate change, effettuando delle modifiche che consentano di non comprometterne il turismo.

In particolare, verranno messe in pratica sette azioni per salvaguardare il Monte Bianco sotto vari punti di vista, tra cui:

  • Messa in sicurezza dei sentieri di accesso ai rifugi chiudendone alcuni, aprendone altri, modificandone i tracciati
  • Modifica delle aperture degli impianti di risalita, anche per favorire lo sci alpinismo in primavera
  • Monitoraggio costante degli impianti più datati
  • Ammodernamento dei rifugi
  • Investimenti nella ricerca
  • Inserimento del Centro internazionale d'interpretazione dei ghiacciai e del clima in un nuovo edificio ai piedi della Mer de Glace
  • Implementazione delle misure di sicurezza come maggiore informazione sulle condizioni della montagna, allenamento, sviluppo di ulteriori mezzi di salvataggio in montagna… In più, è stato introdotto un incentivo alla formazione dei giovani scalatori per aiutarli nella preparazione per diventare guide alpine
Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco e imparato a riconoscere alcune piante velenose. Ho imparato la musica perché fa bene all’anima. Ho vissuto in due grandi città a cui mi sono abituata a volte più in fretta, altre volte meno, ma dove i miei posti preferiti erano sempre i parchi. Ho studiato giornalismo perché volevo che aiutare le persone a capire alcuni aspetti del mondo diventasse la mia professione. Credo che il rispetto della natura, dell’ambiente in cui ci muoviamo ogni giorno e delle persone che con noi lo abitano sia fondamentale per vivere bene, per noi stessi e per gli altri.