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17 Settembre 2019
18:30

Po d’aMare arriva anche a Torino: installate in città le barriere per intercettare la plastica prima che arrivi al mare

Le dighe sperimentali per intercettare i rifiuti che affollano il fiume più lungo d’Italia sono state installate anche a Torino e vi rimarranno fino a dicembre 2019, dato che il progetto è ancora in via sperimentale.

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Po d’aMare arriva anche a Torino: installate in città le barriere per intercettare la plastica prima che arrivi al mare
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Intercettare i rifiuti che galleggiano nel fiume prima che arrivino al mare, per poi analizzarli, dividerli e avviarli a seconda vita in un processo di economia circolare. Del progetto sperimentale Po d’aMare avevamo già parlato, in occasione della sua installazione pilota lungo la foce del fiume più lungo d’Italia, che si era conclusa dopo quattro mesi con la raccolta di 92,6 chili di rifiuti plastici, che sono stati in seguito avviati a riciclo.

Ora è giunto il momento di testare la struttura a monte, dove il fiume comincia. Le barriere di polietilene, il cui scopo è quello di bloccare gli scarti che scorrono lungo il letto del fiume per poi attendere l’arrivo dei Sea Hunter, piccole imbarcazioni che li raccolgono e li portano a terra per essere smistate, sono state installate proprio in zone centrali della città di Torino. Il capoluogo piemontese si era infatti detto molto interessato ad avviare una sperimentazione di questo tipo, e dalle parole l’amministrazione è passata ai fatti. Fino a dicembre, le grosse barriere galleggianti a filo d’acqua resteranno nel Po per fermare e raccogliere tutti i rifiuti che riusciranno a intercettare.

L’obiettivo è bloccare sul nascere la corsa degli scarti, per poi quantificarli e analizzarli così da capire quanto il fiume contribuisca all’inquinamento del mare e che tipo di rifiuti stiano inquinando i 650 km di Po per poi riversarsi nel’Adriatico.

Il progetto è stato voluto da Iren e Amiat ed è stato predisposto da Fondazione per lo Sviluppo sostenibile, Consorzio Castalia e Corepla, in coordinazione con l’Autorità del bacino distrettuale del fiume Po, il patrocinio del ministero dell’Ambiente, dell’Aio e la collaborazione della città di Torino.

Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco e imparato a riconoscere alcune piante velenose. Ho imparato la musica perché fa bene all’anima. Ho vissuto in due grandi città a cui mi sono abituata a volte più in fretta, altre volte meno, ma dove i miei posti preferiti erano sempre i parchi. Ho studiato giornalismo perché volevo che aiutare le persone a capire alcuni aspetti del mondo diventasse la mia professione. Credo che il rispetto della natura, dell’ambiente in cui ci muoviamo ogni giorno e delle persone che con noi lo abitano sia fondamentale per vivere bene, per noi stessi e per gli altri.